«Nel 2026 ricorrono i 150 anni della costruzione della chiesetta ed è una gioia poter terminare il restauro in coincidenza con questo anniversario. Il costo preventivato è di 290mila 700 euro: ovviamente, mi spaventano i 700 euro… Non ho però mai dubitato della generosità dei seregnesi». Monsignor Bruno Molinari ha utilizzato un filo di ironia sabato 14 marzo, durante l’incontro di presentazione a Seregno dei lavori di restauro già conclusi o da fare nel santuario dei Vignoli, per lanciare alla popolazione un input a contribuire alla causa.
Santuario dei Vignoli: i ringraziamenti di monsignor Bruno Molinari
La serata ha consentito di ricostruire il lungo iter delle opere, cominciato ben prima della pandemia da Covid 19, che ha già riportato l’esterno all’antica bellezza, mentre l’interno sarà oggetto dell’attenzione della restauratrice Milena Monti e dei suoi collaboratori, dopo un cantiere pilota, a stretto giro di posta. «Rivolgo un pensiero alla memoria dell’architetto Pier Franco Bagarotti -ha spiegato ancora Molinari– ed un grazie all’architetto Carlo Mariani, che ha dato il via alla ripresa dei lavori. Sono al termine del mio mandato qui a Seregno e mi piacerebbe consegnare al mio successore un santuario a posto per decenni». Dal canto suo Mariani, che ha curato il recente restauro della basilica San Giuseppe, ha aggiunto: «Già nel 1991 Pier Franco Bagarotti aveva ridisegnato l’accesso dall’esterno, che oggi è dotato di una rampa. Nel 2023 siamo intervenuti sulla torre campanaria, nel 2025 sull’esterno. Luigi Maria Sabatelli dipinse l’immagine della Madonna nel 1859, su incarico dei coniugi Colli. Il 21 maggio 1876 è stata posata la prima pietra, mentre il patriarca Paolo Angelo Ballerini ha benedetto ed aperto al culto il santuario nel settembre dello stesso anno. Sulle date però stiamo approfondendo, perché non ci sono certezze».
Santuario dei Vignoli: l’intervento della restauratrice Milena Monti
Monti ha infine tracciato un suo punto della situazione: «All’esterno sono stati riscontrati vari danni, con zone risanate con la malta per ricucire le perdite di materiale. Sono state rimosse le dipinture acriliche ed abbiamo cercato le miscele giuste per stuccate le parti mancanti. All’interno è stato previsto un cantiere pilota, non ancora terminato, che ha riportato alla luce una decorazione a fogliame, che con la sovrintendenza è stato deciso di recuperare». A breve, nella chiesetta saranno innalzati ponteggi, sui cui nella tarda primavera i visitatori potranno salire.