Monza: il centro del riuso funziona, scambiato l’85% degli oggetti

Il Centro del riuso attivato dal Comune di Monza alla piattaforma ecologica funziona: favorisce l'economia circolare.
Il centro del riuso di Monza
Il centro del riuso di Monza

Oltre l’85% degli oggetti consegnati al Centro del riuso attivato dal Comune di Monza il 24 novembre alla piattaforma ecologica è stato scambiato. È il segnale che il servizio, varato per favorire l’economia circolare e ridurre la mole di rifiuti da smaltire, è stato apprezzato dalla città: il dato è stato fornito lunedì al consiglio comunale dall’assessora all’Igiene ambientale Viviana Guidetti.
«L’aspetto più bello, superiore alle nostre aspettative – ha spiegato – è l’elevato numero di beni ritirato dalle associazioni, soprattutto quelle che lavorano con i bambini».

Monza: il centro del riuso funziona, molto materiale per bambini

Al Centro arrivano, tra l’altro carrozzine, passeggini, giocattoli, mobili e piccoli elettrodomestici che, prima di essere destinati allo scambio tramite l’app Riciclario, vengono vagliati dagli operatori: per i primi sette giorni rimangono a disposizione delle realtà no profit e per i sei mesi successivi possono essere ritirati dai privati alla sede dell’Impresa Sangalli in viale Fermi. «Finora – ha aggiunto l’assessora – non si sono registrate criticità particolari né accessi da parte dei non monzesi».

Monza: il centro del riuso funziona, orari di consegna non estesi per non formare code

Gli orari di consegna non saranno, però, estesi al fine settimana come chiesto dal democratico Stefano Toselli: «Riteniamo il centro del riuso importante per l’ambiente in quanto la riduzione dei rifiuti passa anche dall’aumento del ciclo di vita dei beni – ha commentato il consigliere – la mancata apertura il sabato pone, però, qualche ostacolo». La scelta, ha chiarito la Guidetti, è stata dettata dalla volontà di evitare il formarsi di code alla piattaforma il fine settimana, quando l’afflusso è già elevato: «Potremmo prolungare l’apertura del venerdì oltre le 14 – ha ipotizzato – in quanto il pomeriggio tanti non lavorano».