Di romanticismo nell’aria ce n’è ben poco, e poco importa che a San Valentino manchi solo una settimana. Che sia per una sorta di sano pragmatismo tutto brianzolo, che dal lavoro si riflette anche sulla vita privata, oppure per la (comprensibilissima) difficoltà a trovare quella che potrebbe essere l’anima gemella (o qualcosa che almeno le assomigli), i monzesi scelgono di non rischiare. E allora non si sposano (quasi) più.
Va bene, lasciamo un margine alla speranza: si sposano sempre meno. Secondi i nuovi dati diffusi da Istat nei giorni scorsi e relativi al 2024, in quei dodici mesi sono stati celebrati solo 260 matrimoni, la maggior parte dei quali con rito civile. Hanno scelto infatti di scambiarsi le promesse in comune 199 coppie, a fronte delle 61 che invece hanno optato per una cerimonia all’insegna della tradizione (religiosa).
Monza e Brianza, amarsi un po’, sposarsi no: il lento declino
Il dato complessivo sul 2024 è ancora più basso di quello registrato nel 2023, quando le unioni, in totale, sono state 289. Niente a che vedere con i fasti anche solo di vent’anni fa: spulciando le serie storiche, si nota che nel 2004 le coppie che hanno deciso di dirsi sì sono state 481 – e chissà se staranno ancora felicemente insieme (ce lo auguriamo). La differenza rispetto al passato non sta solo nel numero complessivo di unioni, ma anche nel fatto che la maggior parte sono state celebrate con rito religioso: 245, a fronte delle 236 con rito civile.
Dall’anno successivo la tendenza si sarebbe invertita: non solo i matrimoni, lentamente ma inesorabilmente, avrebbero iniziato a diminuire nel loro numero complessivo, ma avrebbero iniziato a essere sanciti sempre più da un officiante civile e non da un ministro religioso. Il sorpasso risale proprio al 2005, anno in cui – per la prima volta – i matrimoni civili, 243, hanno superato quelli religiosi, 208. Su un totale di unioni sempre più basso, la percentuale di sì comunali ha via via guadagnato terreno, fino a diventare la netta maggioranza.
Monza e Brianza, amarsi un po’, sposarsi no: dalla pandemia in poi
Si tratta di dinamiche che, per essere comprese, devono (ovviamente) essere calate nell’attuale contesto storico: le unioni, in generale, sono di meno perché è minore il numero di giovani – anche a Monza, come in tutta Italia, la popolazione invecchia – e aumentano i matrimoni civili perché in percentuale sempre maggiore le nuove unioni contano, al loro interno, almeno un membro di origine straniera. Analizzando i grafici degli ultimi vent’anni si ha la conferma – senza sorprese – che l’annus horribilis è stato il 2020 quando, a causa della pandemia, si è registrato il minimo storico di matrimoni celebrati: solo 173. Molte coppie hanno recuperato nel 2021 (261), nel 2022 (282) e del 2023 (289): l’accelerazione, però, sembra essersi già esaurita, visto l’arresto del 2024 (260). Ci si sposa meno e ci si separa anche meno (il che non era scontato): nel 2024 si sono contati 64 divorzi extragiudiziali e 39 separazioni – erano rispettivamente 72 e 63 l’anno precedente.
Monza e Brianza, amarsi un po’, sposarsi no: prospettive nere
Le dinamiche monzesi rispecchiano quelle rilevate da Istat in ambito nazionale: scrive online l’istituto, presentando il nuovo report, che “nel 2024 sono stati celebrati in Italia 173.272 matrimoni, il 5,9% in meno rispetto al 2023” e che “i matrimoni religiosi presentano un calo consistente rispetto all’anno precedente (-11,4%), accentuando una tendenza alla diminuzione in atto già da tempo”.
Istat fornisce un’analisi di massima anche riguardo i primi nove mesi del 2025: “I dati provvisori mettono in luce un’ulteriore diminuzione, -5,9%, a conferma di un ridimensionamento della nuzialità che non ha conosciuto soste negli ultimi quarant’anni”.