Un calendario fatto non solo di mesi e di giorni ma anche di parole e di immagini che rappresentano i valori che guidano i militari di tutte le generazioni. È stato presentato giovedì mattina nella sala Verde Auditorium Egidio Ghezzi della Provincia di Monza e Brianza il CalendEsercito 2026. In sala, oltre alle autorità civili e militari, una rappresentanza di studenti dell’IIS Enzo Ferrari con i loro insegnanti.
A illustrare le caratteristiche del calendario il Generale di Brigata Carmine Sepe, comandante del Comando Militare Esercito “Lombardia“, affiancato dal prefetto Enrico Roccatagliata e da una giovane allieva della scuola militare Teullié, Rebecca Picariello, varedese nata a Monza.

CalendEsercito 2026: il tema è “Lo giuro!”
L’edizione 2026 del CalendEsercito è dedicata al tema “Lo giuro!” e richiama il momento più simbolico della vita di ogni soldato: il giuramento di fedeltà alla Repubblica, «un atto d’amore che ha il valore di un sacramento e di una vocazione verso la patria e verso gli altri. Un impegno personale e collettivo di ogni militare».
Curato nella grafica (alla realizzazione hanno contribuito anche allievi delle Accademie militari), il calendario «non è un’operazione di marketing ma è una narrazione di valori che ogni soldato porta con sé e che è chiamato a custodire e a difendere ovunque operi, testimoniandoli con il proprio impegno quotidiano». Tante le parole contenute tra le pagine del calendario, mese dopo mese: giuramento, bandiera, stato. «Un invito a riflettere sul contributo dell’Esercito e a fare propri certi valori applicandoli con coerenza».
CalendEsercito 2026: il racconto personale del generale
Insomma, un calendario da vivere giorno dopo giorno. Sepe ha saputo entrare in sintonia con i giovani raccontando la sua esperienza personale, ricordando l’affetto per i genitori e i racconti del nonno prigioniero di guerra, rientrato a piedi dalla Germania (un viaggio lungo sei mesi) fino alla provincia di Napoli. «La prigionia lo aveva talmente sfinito che nemmeno sua madre seppe riconoscerlo quando arrivò a casa».
Sepe ha invitato a coltivare la pace, la costituzione, i valori rifacendosi alla Ginestra di Leopardi. Un fiore bellissimo cresciuto nel deserto lasciato dall’eruzione del Vesuvio. «Un fiore non scontato, che va curato, altrimenti rischia di sparire».
Anche per quest’anno una quota del ricavato delle vendite del CalendEsercito sarà devoluta all’Opera nazionale per gli Orfani e i Militari di Carriera dell’Esercito (O.N.A.O.M.C.E.) che assiste circa 500 orfani di ufficiali, sottufficiali, graduati e militari di truppa erogando sussidi annuali per la formazione scolastica e per particolari necessità di carattere economico-familiare.