Monza e i saldi già partiti: forse troppo presto, ma i dati sono comunque buoni e i mercatini natalizi hanno funzionato

I commercianti monzesi hanno dovuto metter mano a inventari e cartellini per salire sull'onda dei saldi partiti dal 3 gennaio. Il primo bilancio.
Saldi al via a Monza e Brianza
Saldi al via a Monza e Brianza Fabrizio Radaelli

Non c’è stato neanche il tempo di archiviare (e di smaltire) le festività natalizie: i commercianti monzesi hanno dovuto metter mano a inventari e cartellini, preparando magazzini e merce per le svendite invernali, nelle prime ore dell’anno nuovo.
«I saldi sonoiniziati il 3 gennaio: troppo presto, dal nostro punto di vista», commenta il segretario di Confcommercio Monza Alessandro Fede Pellone sottolineando che l’associazione di categoria aveva chiesto a Regione Lombardia una deroga alla normativa che stabilisce l’inizio delle vendite promozionali.
Qualora – si legge tra le pagine degli ‘Indirizzi unitari delle Regioni sull’individuazione della data di inizio delle vendite di fine stagione’, approvati nel 2011 –il primo giorno feriale antecedente l’epifania coincida con il lunedì, l’inizio dei saldi viene anticipato al sabato”.

La deroga, però, non è stata concessa e «i negozianti, con qualche difficoltà, si sono dovuti organizzare, facendo straordinari il 2, il primo giorno non festivo, per prepararsi alle settimane di svendite».

Monza e i saldi già partiti: fino al 3 marzo, il bilancio della partenza in corsa

Secondo il calendario regionale, in Lombardia sarà possibile fare acquisti a prezzi scontati per due mesi, fino al 3 marzo. A voler guardare il bicchiere mezzo pieno, però, un avvio così precipitoso potrebbe avere delle conseguenze positive: «Il 3 gennaio si era nel pieno delle festività natalizie e molte persone, ancora in ferie, hanno avuto la possibilità di passeggiare per le vie del centro, ancora allestite a tema e ricche di iniziative, e di curiosare nei negozi, alla ricerca degli ultimi regali», acquisti tardivi o doni da scambiare in occasione dell’epifania.
“Insieme a Natale 2025”, la rassegna promossa dall’amministrazione comunale in collaborazione con Confcommercio Monza e con il sostegno di una rete di partner, «ha avuto davvero un buon riscontro, in termini di presenze e di apprezzamenti: tanto che – sottolinea Fede Pellone – quest’anno il mercatino e gli allestimenti monzesi sono stati tra i più visitati della regione, subito dopo quelli di Milano. Per la prima volta le iniziative natalizie del capoluogo brianzolo hanno superato, per afflusso e interesse, quelle di altre città tradizionalmente più turistiche, come Como. E di questo riconoscimento siamo estremamente felici, soprattutto per le ricadute positive registrate dai nostri negozianti».

Insomma: alla fine l’atmosfera ancora sospesa che ha contraddistinto gli ultimi giorni prima della grande ripresa di gennaio sembra sia riuscita a fare la differenza: «È ancora troppo presto per fare i conti, ma – prosegue il segretario dell’associazione di categoria – possiamo prevedere un budget di spesa leggermente maggiore rispetto a quello dello scorso anno» – e questo nonostante «parlare di saldi, con tutte le promozioni e le offerte che ormai scandiscono l’anno commerciale, non ha più né lo stesso impatto, né la stessa forza che aveva in passato». In ogni caso si tratta pur sempre dell’occasione giusta per acquistare – come da tradizione del periodo – capi di abbigliamento invernali, giacche e calzature, ed eventualmente anche attrezzatura sportiva da montagna, che a prezzo pieno potrebbe, per molti, avere costi proibitivi.

Monza e i saldi già partiti: la prima analisi di Confcommercio

E i dati dicono: “Bene la prima giornata dei saldi invernali a Milano con una crescita dell’8% sul 2025 e uno scontrino medio di 160 euro”, ha dichiarato Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza in una nota stampa del 3 gennaio, precisando che “l’andamento è stato positivo anche a Monza, nelle vie pedonali”, dove ha fatto shopping “una clientela prevalentemente italiana”.
Maglieria, jeans, giacche e borse” gli acquisti più gettonati dalle acquirenti, mentre tra gli uomini sono andati per la maggiore “maglieria, giubbotti e capispalla”. Questi primi dati sembrano confermare le previsioni elaborate dall’associazione di categoria in occasione della nuova stagione di vendite promozionali. Secondo il report diffuso nei giorni scorsi da Confcommercio è pari al 65,7 la percentuale di consumatori che “intende fare acquisti durante i saldi invernali”: il 34,3 % che non acquisterà lo farà principalmente per risparmiare, “a causa dell’incertezza economica” oppure per via di un “peggioramento del bilancio familiare”.

Monza e i saldi già partiti: cosa si compra di più

Un consumatore su due (49,2%) “aspetta i saldi per comprare articoli già desiderati” e quasi tre su quattro (73,4%) non presteranno particolare attenzione alla marca. Sarà la necessità il criterio principale a guidare gli acquisti, seguito dal 54% degli acquirenti: solo il 15,5% sarà attirato “da uno sconto particolarmente elevato”.
In cima alla classifica degli acquisti capi di abbigliamento (91%), a seguire calzature (75%): arrivano in terza e in quarta battuta cosmetici (52,5%) e accessori (42,6%). La maggior parte delle persone che farà acquisti durante i saldi spenderà tra i 100 e i 300 euro: la spesa media si attesta sui 176 euro – un budget sostanzialmente in linea a quello del 2025.
In dettaglio: solo il 18,7% dei consumatori ha dichiarato che spenderà di più rispetto all’anno scorso, mentre il 18,3% spenderà invece meno. A fronte di un 63% che ha dichiarato di avere intenzione di impegnare la stessa cifra dell’anno scorso, c’è anche un 1,4% che ha previsto un budget superiore ai 500 euro.

Monza e i saldi già partiti: cresce il commercio online

Ancora qualche dato: in crescita la percentuale di chi farà acquisti solo online (7,4%), mentre il 36,6% si affiderà ai negozi di vicinato – solo il 20,3% andrà a caccia di affari negli outlet. Mentre cresce il numero di persone che utilizza i social network per scovare articoli in saldo (principalmente su Instagram), circa sei consumatori su dieci hanno dichiarato di aver “modificato le proprie abitudini di acquisto” in relazione ai cambiamenti climatici in corso: in particolare, segnala Confcommercio, “cresce l’interesse per i capi più leggeri o adatti a eventi estremi”.