Mi ritorni in mente, il maestoso progetto piscina nell’ex parco reale: la seconda puntata
Mi ritorni in mente

Mi ritorni in mente, il maestoso progetto piscina nell’ex parco reale: la seconda puntata

La seconda puntata: è il 1951 e il sindaco comincia a prendere in considerazione l’ipotesi. Si tratta di un grandioso bacino per 10mila bagnanti con piscina olimpionica, relativo stabilimento, tribune e ristorante.

La possibilità di pareggiare i costi complessivi della piscina all’Autodromo spingono Sorteni ad abbassare la guardia e di soppesare la proposta della S.I.A.S nella seduta di giunta del 14 marzo ‘951. L’oggetto in discussione è il numero 14: “Parere di massima sulla proposta di costruzione da parte dell’Automobil Club Milano di una “piscina” nel recinto dell’autodromo”. Il sindaco riassume la proposta dell’A.C.M. tendente a costruire una piscina scoperta nel recinto dell’Autodromo, “precisamente dietro le tribune”. Il progetto “di grande massima” costerà 25 milioni di lire, “che per dovrebbe far carico al Comune di Monza”. Il preventivo, “sia pur sommario d’esercizio sulla resa di 100 giorni di attività annuale”, assicurerebbe “una gestione in pareggio, anzi con un lieve utile”. In pratica: le entrate (2 milioni e 500mila lire) superano (2 milioni e 400mila lire) le uscite di 100mila lire. La giunta Sorteni sottopone il piano “di grande massima”, per un parere, pure esso non vincolante, “da parte del Consiglio Comunale, agli effetti di averne norma per l’eventuale ulteriore sviluppo del progetto stesso sia nei riguardi tecnici che nei riguardi finanziari e amministrativi”.

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Mercoledì 21 marzo, il consiglio comunale approva “la costruzione di una piscina nell’autodromo con l’onere di metà della spesa” per l’impianto, previsto in 25 milioni di lire: i voti favorevoli sono 22, mentre i contrari sono soltanto 4. La discussione in aula, però, è incandescente. Giovanni Battista Crippa (Psi) “è contrario alla proposta: vorrebbe la piscina in Monza”. Stessa linea di condotta per don Egidio Cappellini (Dc): “Il suo parere è negativo per ragioni d’ordine morale di convenienza per la popolazione: chiede che sia fatta in città”. E la stoccata: “Vi sono altre necessità più immediate prima della piscina. La piscina è a 1700 metri dalla fermata del tram di Vedano: non favorisce quindi il pubblico monzese, perché è scomodo l’accesso”. L’ex sindaco Farè (Psi) è “favorevole ad una piscina; ma quella proposta è troppo lontana per accendervi: perciò il Comune non dovrebbe darvi alcun contributo”. Enrico Arpini (Pci) ritiene che il Comune “non sarà in grado di controllare la moralità, perciò è contrario. La piscina non toglierà tuttavia i bagnanti dal Canale Villoresi ove continueranno a tuffarsi”. Luigi Fossati (Dc) non è contrario alla piscina “ma la ritiene troppo fuori mano e difficilmente controllabile dal lato moralità”. Poi, per disciplina di partito, si accoda ai sì alla realizzazione della piscina ma “se il Comune si impegnerà il controllo morale”.

L’onorevole Pci Aldo Buzzelli si dichiara favorevole alla costruzione della piscina in Autodromo che “corrisponde alle esigenze della città. Per la moralità ritiene efficace la vigilanza. Al Villoresi non andranno più i nuotatori veri, che andranno alla piscina”. Il solito Crippa, presto atto di quanto dichiarato da Buzzelli, rileva la nuova struttura “che è in contrasto con quanto ha già detto Farè, che – cioè - la piscina sarà per i signori. Il Villoresi avrà sempre i suoi bagnanti e le sue vittime”. Vittorio Faglia (Dc) vota sì alla proposta della S.I.A.S “ritenendo la piscina una necessità cittadina” e - dal lato economico - un vantaggio. Mario Casanova (Dc) sta dalla parte dei favorevoli, soddisfacendo le “esigenza della città”. Dal lato finanziario, il “Comune avrà il vantaggio delle tasse sui biglietti di ingresso”. Cernuschi (Dc) – ribadita il sì alla piscina – bizantineggia: “La locazione dove si costruisce la piscina è comoda: però, se non è possibile averla più comoda, accettiamo la proposta”.

Il più inflessibile e irriducibile avversario contro la realizzazione del progetto S.I.A.S. è Amleto Barni (Dc), battagliero sindacalista Cisl e – in seguito – segretario nazionale dei tessili: osservato che, per pareggiare il bilancio, si è dovuto deliberare l’aumento delle imposte sui consumi (gas ed energia elettrica), Barni “è contrario ad un tale onere per il Comune”, spingendosi a proporre una “riduzione di 15 milioni dell’imposta di consumo aumentata e su tale richiesta insiste perché venga sottoposta a votazione”. Tirato in ballo alla vis polemica di Barni, Sorteni chiosa che, “ricorrendovi a mutuo, la spesa viene ripartita su vari esercizi e pertanto non è possibile accedere alla richiesta” del pasionario di partito. Il 28 marzo, il sindaco di Monza spedisce al presidente della S.I.A.S. “presso l’Automobil Club Milano” la decisione del consiglio comunale: “Ho il piacere di comunicarLe che, in via di massima, questa Amministrazione è favorevole e consentire la costruzione di una piscina entro l’ambito dell’autodromo”.

Tutto appianato? Neanche per sogno. Le correnti Diccì sono infinite: una – segnatamente a capo all’Arciprete e all’Azione Cattolica - storce il naso e contrattacca. Il grimaldello che fa saltare l’accordo con la S.I.A.S. è un articolo del Cittadino di sabato 29 agosto. “L’arch. Luigi Bartesaghi, da noi richiesto, ci ha gentilmente fornito una relazione che illustra un suo progetto per la istituzione di un “Centro Civico di nuoto“ previsto in via Boccaccio, contiguo alla sede del Circolo del Tennis, quale contributo per la soluzione dell’annoso problema che tanto sta a cuore agli sportivi monzesi del nuoto. Siamo lieti di pubblicare ora il progetto presentato dall’arch. Bartesaghi all’Amministrazione Comunale di Monza, con la relativa relazione, nella quale sono state tenute particolarmente presenti le esigenze della popolazione monzese”. Il progetto di grande massima “che il sottoscritto ha l’onore di proporre alla Amministrazione Comunale di Monza, prevede la utilizzazione della porzione di area ancora libera degli orti della ex Ville Reale, dove precedentemente, per iniziativa privata è sorto il Circolo del Tennis e per iniziativa del Comune il campo di hockey per il pattinaggio a rotelle. La porzione di area residuante di detti orti – in contiguità ai Campi di Tennis – è tuttora in uso di alcuni dipendenti comunali ai quali ne fu concesso l’uso come ortaglia in tempo di guerra”.

Bartesaghi, considerata la situazione di via Boccaccio allo stato odierno; tenuti presenti gli argomenti pro e contro sui progetti proposti precedentemente; tenuto conto del rinnovato appello recentemente fatto dagli appassionati sportivi del nuoto, propone la istituzione di un “Centro Civico di Nuoto” sull’area suddetta ritenendola particolarmente adatta per le seguenti ragioni: perché l’area degli ex orti di Villa Reale è di facile e comoda accesso per la popolazione della città di Monza; perché l’area citata, ha il pregio di essere incorniciata da uno dei migliori quadri panoramici della nostra città, che assicura a qualsiasi installazione sportiva una superba riuscita spettacolare e funzionale; perché la porzione di area prescelta, ha il pregio di essere attraversata dal fontanile Pelucca, alimentata permanentemente da acqua sorgiva. Ciò permette facile, economico uso e smaltimento dell’acqua corrente al centro di nuoto, evitando di ricorrere ad impianti di allacciamento e consumo dell’acqua potabile della città; perché il Viale Petrarca e il largo di Via Boccaccio con Via Frisi, antistante all’ingresso del centro di nuoto permettono l’organizzazione di ampi parcheggi di autoveicoli, senza ricorrere a particolari occupazioni di aree a tale scopo; perché l’area è già cintata e di proprietà dei Comuni di Monza e Milano, il che rappresenta un elemento di gran di facilitazione iniziale per l’eventuale risoluzione del problema; perché gli attivi impianti del campo comunale di Hockey a rotelle e del Circolo del Tennis, costituiscono un complesso di impianti sportivi che verrebbe magnificamente completato con la istituzione del progettato Centro Civico di Nuoto”.

Il progetto prevede “un servizio d’ingresso che si apre sulla Via Boccaccio in prossimità della porta gotica dalla quale si accede attualmente al Circolo del Tennis; un bacino di nuoto di metri 33,333 x 16,50 adatto eventualmente anche per competizioni sportive; un bacino di metri 20 x 6 circa di forma irregolare per bambini; tre gruppi di spogliatoi distinti per: uomini, donne e bambini, con servizi igienici distinti per gruppo e per sesso; un bar e ristorante al piano delle terrazze solarium; trampolini per tuffi fino a 10 metri di altezza, toboghini per adulti e bambini; tappeti erbosi di riposo e arenale per adulti e per bambini; tavoli da ping-pong e attrezzature varie per giochi ed esercizi fisici all’aperto; l’impianto di immissione e smaltimento dell’acqua ricavata dalla Roggia Pelucca che attraversa l’area del “Centro di nuoto” nel punto intermedio fra i due bacini e la possibilità di attuazione graduale e per tempi, in relazione alle disponibilità di finanziamento, e a numero dei posti che si vorrà determinare”. Il progetto Bartesaghi scompiglia non poco i piani per realizzare la piscina scoperta all’Autodromo. Mentre la “Tribuna Monzese” ribadisce la bontà del piano della S.I.A.S., il Cittadino sposa in pieno il piano dell’architetto: per la piscina “nel Parco di Monza”, la “soluzione migliore è quella prospettata negli orti della Villa Reale”.

“All’ordine del giorno del Consiglio Comunale figura la proposta di costruzione di una Piscina Comunale – attacca il settimanale di riferimento dei cattolici cittadini - É un problema questo che si trascina da anni senza avere finora trovato la sua soluzione. La “Tribuna Monzese”, nella sua ultima edizione, ha rispolverato il progetto di piscina nell’Autodromo di Monza ricollegandosi ad una piscina nel recinto dell’Autodromo stesso. Tale proposta non ci sembra da accogliere sia per la difficoltà tecnica di avere una fonte d’acqua in loco e di un facile scarico, sia per la lontananza che crea difficoltà di accesso per gran parte dei cittadini monzesi. Secondo noi l’ultima soluzione di cui illustriamo sul “Cittadino” del 29 agosto il progetto dell’ideatore, presenta requisiti tecnici, estetici e soprattutto di comodità per la cittadinanza di Monza che ci sembrano molto apprezzabili, anche per la sua possibilità di ulteriori graduali sviluppi”.

La resa dei conti nella seduta del consiglio comunale di sabato 29 settembre. L’assemblea – “vista la mozione Buzzelli Olmini e Sioli” e la proposta della “giunta all’oggetto N. 8” dell’ordine del giorno 27 settembre ‘951, rigetta l’accordo di massima tra la S.I.A.S. e il Comune per la realizzazione di “una piscina nei pressi dell’autodromo”. In pratica: i pregi del progetto sono nettamente inferiori agli inconvenienti pratici. La bocciatura è bruciante: “per quanto riguarda l’ubicazione: la piscina è ubicata in prossimità di Biassono quindi troppo lontano da Monza per essere facilmente utilizzata dalla popolazione con conseguente minor possibilità di rendimento economico”; “per quanto riguarda il preventivo di spesa: essa esige una spesa di costruzione molto superiore a quella di 25 milioni prospettata dalla SIAS di Milano, spesa che appare assolutamente inferiore alla realtà se si confronta colla mole del progetto prospettato anche nella stampa locale. In ogni modo, poiché la zona prescelta presso l’autodromo non presenta facili e convenienti mezzi di alimentazione e soprattutto di scarico delle acque, per sopperire a tale mancanza occorreranno forti spese di impianto e di gestione”; “per quanto riguarda la gestione: essa crea un complesso di promiscuità di interessi e di gestioni complicate e difficili da controllare. Infatti vi sarà promiscuità di personale che dovrà essere composto dal personale inorganico del comune (utilizzando nel periodo delle vacanze scolastiche) sia per mezzo di personale della SIAS : vi sarà complessità per la ripartizione delle spese e degli introiti”

Il consiglio comunale ritiene, invece, ”che la proposta di costruire di una piscina di Via Boccaccio offre i seguenti pregi: la comodità per i Monzesi di usare quotidianamente della piscina di Via Boccaccio vicino al centro della città; conseguentemente la maggior possibilità di rendimento finanziario della piscina stessa essendo posta in vicinanza del centro anziché troppo lontano; minor costo degli impianti per la possibilità di sfruttamento della roggia Pelucca per l’alimentazione dell’acqua e lo scarico della piscina a risucchio diretto a mezzo della roggia stessa ed eventualmente a mezzo del vicino fiume Lambro che si trova a quota molto più bassa del bacino della piscina; la possibilità di sviluppo che questo centro civico di nuoto può avere in futuro, con l’annessione di una porzione di giardini in propaggine verso la via Boccaccio, senza alcun pregiudizio alla compagine estetica e panoramica dei giardini stessi”.

Ritenuto che altre proposte fatte per la costruzione della piscina in altre località (via Ghilini – Canale Villoresi; palestra Forti e Liberi) o non offrono quelle possibilità di riuscita spettacolare che potrà essere ottenuta con la creazione di un centro civico di nuoto negli orti della Villa Reale, ammantato delle meravigliosa cornice della Villa stessa, o impongono l’onere di acquisto di terreno non di proprietà comunale, con un conseguente aggravio di spesa, esprima il parere di massima che si debba costruire una piscina nell’area prescelta della Giunta, nell’area della Villa Reale ad Est dei campi di Tennis particolarmente adatto alla popolazione di Monza per la sua ubicazione, e dà mandato alla giunta perché prenda i provvedimenti necessari per il progetto esecutivo e il relativo finanziamento e per quant’altro necessario alla più rapida costruzione della piscina stessa”.

Il dietrofront del parlamentino cittadino getta in depressione i paladini della piscina all’Autodromo. Ma la “Tribuna Monzese” non ci sta e rilancia. “Come si sa il Consiglio Comunale del 29 settembre scorso ha deciso di rimettere ogni provvedimento in ordine alla costruenda piscina alla avvenuta presentazione dei vari progetti, che allo stato si prevedono in numero di quattro. In quella occasione il Sindaco, tanto nel rispondere alla mozione Buzzelli, Olmini, Sioli, circa l’adozione del progetto dell’Automobil Club di Milano, quanto nello schema di delibera n. 8, avente per oggetto: “Proposta per costruzione di piscina comunale”, ha affermato che l’iniziativa dell’Automobil Club non ebbe più seguito essendo stato abbandonata da questo ente. Richiesto di darne prova precisa, egli si è limitato a dire che il tutto risultava da notizie ufficiose. La cosa, invero, appare interessante e merita di essere chiarita, soprattutto rispondendo all’interrogativo: è stato, dunque, l’Automobil Club ad abbandonare la proposta avanzata o non è stata invece la Giunta comunale che per ragioni non chiare, magari di carattere elettorale, ha ritenuto di accantonare il progetto sul quale vi era stato un parere favorevole del Consiglio espresso con la deliberazione del 21 marzo 1951?”.

Poi l’attacco al Cittadino: “A quell’epoca, si noti bene, i rappresentanti clericali non erano entusiasti di piscine come invece sembra lo siano oggi; ed oggi, messa da parte le tante sbandierate preoccupazioni sulla moralità cittadina, appaiono disposti a costruire quell’opera dappertutto, meno che all’Autodromo. È utile vederci a fondo in questa faccenda, sulla quale noi invitiamo la direzione dell’Automobil Club di Milano a fornire gli opportuni dettagli. La cosa non può non stare a cuore di ogni cittadino, il quale se desidera avere la piscina come è giusto averla nella nostra città, vuole anche che la si faccia tenendo presenti saggi criteri di amministrazione e di bilancio. La proposta dell’Automobil Club presenta vantaggi notevoli che si tratterà di vedere poi se saranno prevalenti sul piccolo disagio di aver una piscina dentro il Parco anziché al centro della città. Quei vantaggi si riassumono nel fatto che il Comune diverrebbe proprietario di una piscina pagata solo per metà, non avrebbe il peso della gestione, ma anzi il guadagno della percentuale sugli incassi e verrebbe funzionare una piscina utile per tutti gli impieghi sportivi e, quindi, per gare nazionali ed internazionali ed anche capace di offrire un magnifico villaggio balneare nella stupenda cornice del Parco”.

Dopo un anno di diatribe e contrasti, venerdì 7 novembre ‘952 la S.I.A.S. – nella persona del suo presidente Bacciagaluppi – prende carta e penna e scrive al sindaco: “Con riferimento al recente colloquio gentilmente concessoci, ci pregiamo confermarLe che il progetto emarginato, a seguito di delibera consigliare del 21 marzo ‘51 e successivo consenso di massima datoci da codesto On. Comune con lettera in data 28 marzo ‘51, è stato oggetto di approfondito esame tecnico da parte nostra, in attesa di decisioni dello stesso On. Comune circa la convenzione regolante i rapporti con la ns/Società per la costruzione e la gestione della piscina. Siamo quindi in grado di confermare che, mentre per quanto riguardo il progetto tecnico, con particolare riguardo alla forma ed ai particolari costruttivi della vasca ed alla sistemazione urbanistica dell’intera zona in cui dovrebbe sorgere il complesso di opere (fermo rimanendo il preventivo di costo di lire 25 milioni estensibile a lire 30 milioni)”. Mentre “la documentazione in Suo possesso andrebbe aggiornata e completata”, la S.I.A.S. è disposta a trattare con codesto On. Comune sulla base delle condizioni economiche e finanziarie contenute in tale proposta di convenzione”, confidando che Zucca “vorrà riprendere in favorevole considerazione il progetto”.

Un mese dopo, nella missiva di martedì 9 dicembre, la stessa S.I.A.S. scopre il carico da novanta per smuovere l’impasse: un progetto – firmato da Vittorio Faglia e Francesco Clerici - costruito per soddisfare al massimo la ??????????: “in attesa di Sua cortese risposta alla nostra del 7 Novembre sull’argomento all’oggetto, allo scopo di meglio chiarire quanto in essa accennato circa l’ulteriore studio di progetto di piscina da noi condotto in seguito alle note trattative dello scorso anno con codesto On. Comune, alleghiamo alla presente una breve documentazione relativa alla sistemazione urbanista della zona in cui dovrebbe sorgere la piscina”. Zucca non abbocca alla provocazione e tira dritto per la sua strada non rispondendo alla “bomba”. Giovedì 29 gennaio ‘953, Bacciagaluppi ritorna a bussare alla porta del sindaco: “Non avendo avuto alcuna risposta alle nostre lettere del 7.11 e 9.12.952 Le saremmo vivamente grati di Sue pregiate informazioni in merito alla considerazione che potrà trovare il nostro progetto di cui sopra brevemente illustrato nelle suddette lettere, tenendo presente che le nostre proposte si riferiscono alla realizzazione del progetto stesso per la prossima stagione balneare”. Ma, nel frattempo, Luigi Bartesaghi – studiata la proposta della S.I.A.S. – parte al contrattacco.

“Appunti e osservazioni sulla proposta per un centro balneare nei pressi dell’autodromo per un costo preventivo di 25 milioni” è la asettica enunciazione che tenta di demolire il lavoro dei colleghi incaricati dalla S.I.A.S. “Il Preventivo di 25 milioni di spesa a parere dei tecnici di piscine non è da tenersi in seria considerazione, poiché con tale cifra risulta che non è possibile costruire e mettere in funzione una moderna ed ampia piscina quale è stato progettata con tutti i servizi annessi che si richiedono – attacca astioso l’architetto - Soprattutto appare insufficientemente valutata la difficoltà di approvvigionamento dell’acqua occorrente. Infatti l’acqua per questa piscina dovrebbe essere ricavata del sottosuolo a mezzo di pozzi appositamente costruiti non potendo sfruttare corsi d’acqua naturali attraversanti il Parco, essendo troppo lontani dalla zona prescelta. Ne consegue quindi un’ingente spesa d’impianto di produzione d’acqua e di gestione per il permanente sollevamento dell’acqua”.

Poi - per gradire - arrivano pure lo scarico della piscina (“lo scarico del bacino a parere dei tecnici deve essere praticato direttamente dal fondo del bacino a risucchio naturale e smaltito con le necessarie pendenze a mezzo di un condotto che permetta di incanalare le acque dal punto più basso del fondo della piscina (il fondo profondo del trampolino che si trova a circa 6 metri sotto il piano del terreno) per rimetterla nel corso d’acqua più vicino che nel caso specifico dovrebbe essere la Roggia Principe che passa da Vedano fuori dalla cinta del Parco a circa mezzo chilometro dalla zona prescelta. Comunque questo scarico non potrà mai essere atto a tale scopo perché risulta sopra elevato dalla profondità dello scarico sopra descritto”), la supposta impossibilità della soluzione della soluzione S.I.A.S. (“per scaricare questa piscina occorrerebbe adottare il sistema dello svuotamento delle vasche per la pulizia settimanale a mezzo di un costoso sistema di pompe di sollevamento dell’acqua. A parere dei tecnici di gestione delle principali piscine italiane e di altri interpellati francesi svizzeri e tedeschi, il sistema di svuotamento con pompe di sollevamento per la settimanale pulizia della piscina, è da bandire, perché troppo costoso diventa lo spurgo settimanale dei forti sedimenti di sabbia che nel punto più basso della vasca, sotto il trampolino, viene inevitabilmente a formarsi”), i costi troppo elevati (“l’unico sistema pratico è di poter ottenere lo spurgo a risucchio direttamente sul fondo della piscina, escludendosi il sistema delle pompe. Basterebbe questo importante ostacolo a questo gravoso problema per rilevare con quanta superficialità è stato previsto il preventivo di costo della piscina di 25 milioni ed il bilancio di gestione di una piscina pubblica nella località prescelta completamente sprovvisto di ogni mezzo naturale di sfruttamento di scarico dell’acqua”).

Demolita l’ipotesi Autodromo (la zona prescelta “non si presenta come la più idonea per un centro balneare nel Parco e comunque assai meno allettante delle proposte fatte precedentemente per la creazione di centri balneari nel Parco a suo tempo scartati, soprattutto per la scomodità di accesso per la popolazione della città di Monza. Nel caso specifico di questa piscina troppo scomodo e l’accesso da Monza, dovendosi i bagnati portare quasi a Biassono per accedere ai bagni”), Bartesaghi rilancia la candidatura di via Boccaccio (“tutto ciò rende evidente la realtà dei pregi di convenienza della proposta di scegliere come sede della piscina civica di Monza, gli Orti di Villa Reale in via Boccaccio, contigui al Tennis. Infatti il terreno proposto ha questi specifici requisiti favorevoli alla amministrazione ed alla riuscita dell’impianto”).

In pratica: il terreno degli Orti di Ville Reale è “di facile e comodo accesso a tutta la popolazione di Monza; il terreno stesso ha il pregio di essere incorniciato in uno dei più superbi quadri panoramici della nostra città che permetterà di ricavare anche artisticamente un complesso che nulla avrà da invidiare fra le migliori piscine che possiamo vedere altrove; il terreno proposto è già cintato, è già di proprietà dei Comuni di Monza e di Milano. Ciò facilita indubbiamente una rapida realizzazione assicurando al comune che tutto quanto potrà essere costruito rimarrebbe di esclusiva proprietà su area propria; il terreno proposto ha pure il grande vantaggio di essere attraversato dalla Roggia Pelucca della quale può essere ricavata permanentemente l’acqua occorrente ed immessa nei bacini pere mezzo di un impianto di depurazione secondo il sistema e le prescrizioni igieniche vigenti in materia; il terreno proposto presenta un sensibile declivio in senso longitudinale e in direzione della roggia e del Lambro che passa a poca distanza, il che consente un facile e perfetto impianto di scarico a risucchio naturale; permettendo di risolvere il problema dello svitamento della vasca nelle migliori condizioni di pendenza dello scarico stesso”.)

Inevitabile che “la spesa di impianti di pompe - con tutti i vantaggi igienici ed economici di funzionamento che ne derivano per la pulizia della vasca - potrà essere praticata all’occorrenza anche più di una volta per settimana”, senza difficoltà di sorta. Le critiche della “Tribuna Monzese” sono rispedite al mittente – dall’acqua della roggia Pelucca al possibile inquinamento del fontanile; dalla metratura della vasca (“la dimensione di 33,33 di lunghezza è rispettata ancora oggi in tutte le nazioni per eventuali competizioni sportive (la piscina Cozzi di Milano ancora oggi in perfetta efficienza e rispondenza sportiva, è lunga mt. 33,33”) alla progettazione della piscina stessa – con una certezza di fondo: “la costruzione di un primo bacino permetterà all’amministrazione di dare ai Monzesi, nel limite meno impegnativo di spesa, l’esperimento di una prima piscina. L’esito di essa permetterà di esaminare in futuro le proporzioni dello sviluppo che converrà dare a questo Centro di Nuoto. Pertanto riteniamo che l’esperimento – per gradi – di un impianto come questo, in una città che tutt’oggi non ha ancora avuto una piscina, possa convenire meglio se resto realizzabile per gradi, anziché proporre più grandiosi progetti che correrebbero il rischio di naufragare, come quelli che pur essendo stati proposti in tempi più favorevoli degli attuali, sono naufragati di fronte al problema finanziario”.

(2- continua)


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