#Morosininpista: dopo il Gp di Germania perché il crucifige a Leclerc? Altri errori storici nel mondo della Formula 1
Formula 1: Ferrari, Leclerc e Vettel 2019

#Morosininpista: dopo il Gp di Germania perché il crucifige a Leclerc? Altri errori storici nel mondo della Formula 1

Il giornalista Nestore Morosini torna sul Gp di Germania: perché il “crucifige” riservato a Charles Leclerc che ha commesso un errore, ammettendolo, ma è sempre più veloce di Sebastian Vettel?

I “peana” per il secondo posto di Sebastian Vettel hanno preso posto sulla maggior parte dei media. Una gara sotto la pioggia è sempre un terno al lotto, soprattutto se i piloti hanno a disposizione gomme wet e intermedie che non hanno mai testato. Quindi sì, Vettel aveva la macchina più performante e, con la débacle delle Mercedes, ha potuto disputare una bella gara. Ma non un’impresa: lo sarebbe stata solo con la vittoria, andata a Max Verstappen. Non riesco, invece, a capire il “crucifige” riservato a Charles Leclerc che ha commesso un errore, ammettendolo. Nella mia presenza sui campi di gara, ho visto piloti ben più navigati di Leclerc commettere sbagli imperdonabili. Parlo, ad esempio, di Niki Lauda: nel 1976, al Nuerburgring, commise un errore che lo fece finire dentro un terribile rogo con esiti tali da costituire storia del Motorsport.

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E l’errore che commise Nigel Mansell ad Adelaide, nel GP d’Australia, ultima gara del mondiale 1986? Nigel in classifica era al comando con 70 punti, davanti a Prost 64 e Piquet a 63. L’inglese, a cui bastava un terzo posto per diventare campione, ottenne anche la pole davanti a Piquet, Senna e Prost. La mescola di gomme avrebbe dovuto permettere, secondo i tecnici della GoodYear, di disputare tutta la gara senza fermarsi ai box. Ad un certo punto della gara a Rosberg, che era in testa alla gara, si dechappò una gomma: chiaro che i calcoli della GoodYear erano sbagliati. Prost forò e si vide costretto a fermarsi per cambiare tutte e quattro le gomme: questo evento sfortunato si trasformò per lui nel titolo mondiale.Al comando Piquet, davanti a Prost e Mansell gli altri piloti staccati di oltre un giro. La dechappata di Rosberg, non consigliò a Mansell di rientrare al box e cambiare le quattro gomme: lui voleva agguantare Piquet che era in testa. Così, dopo due giri dall’infortunio di Rosberg, in pieno rettilineo esplose anche una gomma di Mansell che dovette ritirarsi. I tecnici della Williams, per precauzione, furono costretti a chiamare Piquet ai box per il cambio gomme e Prost, rocambolescamente, ebbe via libera e conquistò il titolo.

Vorrei anche ricordare il GP d’Olanda 1979, quando Gilles Villeneuve, in testa, fu attaccato da Alan Jones e fece un testa coda afflosciando una gomma che poi si dechappò nel tentativo di rientrare al box per farsela cambiare. In quella corsa, Gilles perse la possibilità di lottare per il titolo e dovette sostenere la parte dello scudiero di Jody Scheckter.

Questi tre episodi dimostrano quanto in Formula 1 sia possibile l’errore a qualsiasi pilota. Figuriamoci a un giovane con 32 soli gran premi sulle spalle, in cui peraltro si è dimostrato sempre più veloce di un compagno di squadra quattro volte campione del mondo.

Charles Leclerc a Hockenheim ha commesso un errore, questo è indubitabile: ma perché la Ferrari lo ha chiamato al box per cambiare le intermedie con le slick quando lui aveva recuperato quasi 8 secondi a Verstappen e ad Hamilton? Perché Vettel che aveva già montato le slick, via radio aveva informato il team che quel tipo di gomma andava benissimo. Montate le slick a Leclerc, dopo pochi giri era ricominciato a piovere e il monegasco commetteva l’errore fatale.

La stagione della squadra di Maranello è ormai gravemente compromessa per quel che riguarda il titolo piloti. Quindi, non vorrei che lo sbaglio di Leclerc convincesse la squadra a puntare tutto su Vettel. Il tedesco non è veloce come il monegasco, non ha la sua freddezza nei duelli e nei sorpassi. Charles ha commesso, sì, un errore grave che probabilmente è costato a lui e alla Ferrari la vittoria in Germania: ma quanti ne ha commessi Vettel da quando guida una Rossa?
Eppure, per ragioni che si giustificano solo con norme contrattuali, Vettel ha sempre avuto il ruolo di prima guida, anche quando ha avuto come coequipier Kimi Raikkonen.

Io penso che la Ferrari debba trattare alla pari i suoi piloti, e domenica prossima a Budapest, nel GP d’Ungheria, vedremo più chiaramente le intenzioni di Maranello. Ma farsi scappare un giovane di talento come Charles Leclerc sarebbe davvero imperdonabile!


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