Formula 1, Binotto sulla Ferrari SF1000 e tanto altro: «Sarò soddisfatto se avremo fatto meglio dell’anno scorso» - VIDEO
Formula 1 foto nuova Ferrari SF1000: al centro Mattia Binotto - foto Scuderia Ferrari

Formula 1, Binotto sulla Ferrari SF1000 e tanto altro: «Sarò soddisfatto se avremo fatto meglio dell’anno scorso» - VIDEO

Alla presentazione della nuova Ferrari SF1000, il team principal Mattia Binotto ha parlato a tutto campo: l’auto, il Mondiale, il futuro, i piloti Vettel e Leclerc.

Fuori del teatro Valli di Reggio Emilia un saluto, breve ma sincero. Un saluto che racchiude anni e anni di conoscenza, di viaggi sulle piste di tutto il mondo, dalla comune passione per l’Inter seguita, spesso, insieme a San Siro. Poi, all’interno del teatro, il team principal della Ferrari Mattia Binotto, cinquant’anni e una laurea in ingegneria, presenta la monoposto SF1000, colore rosso cupo come le monoposto di un tempo.

Si chiama 1000, perché tale sarà il numero dei gran premi disputati che raggiungerà quest’anno in Canada, patria del suo pilota più amato dagli italiani, Gilles Villeneuve. Mattia Binotto non tradisce l’emozione che prova, ma la confessa.

“Presentare una nuova vettura è sempre emozionante. Enzo Ferrari diceva: “Chiedete a un bimbo di disegnare una macchina e la farà rossa”. Ed è questa emozione che ci porta al lavoro per progettare e assemblare una macchina di Formula 1. Il 2020 è un anno con tante cose da celebrare: i 70 anni del mondiale, i 1000 GP della Ferrari. Noi ci siamo sempre stati e siamo orgogliosi di questo. la competizione fa parte del nostro Dna”.

Poi spazio alla protagonista della serata, la SF1000 che ha il compito di infrangere la supremazia Mercedes e di respingere l’assalto Red Bull cominciato nelle gare finali del 2019. Dice Binotto: “Questa è la 66esima vettura della Scuderia, frutto di lavoro e sacrificio, tutti valori dell’hashtag #essereferrari. È un anno particolare per due sfide in parallelo per lo sviluppo della monoposto 2020 ma anche per della vettura 2021. Il nostro è un gruppo giovane, quest’anno dobbiamo imparare dagli errori commessi e migliorare sull’affidabilità meccanica. Poi guarderemo al 2021. Noi però non siamo la squadra da battere perché non abbiamo vinto gli ultimi titoli e neppure l’ultimo GP. L’importante ora è la stabilità, consapevoli che siamo la Ferrari, ma che ci serve anche tempo per costruire”.

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A margine della presentazione, il team principal ha aggiunto altre impressioni, soprattutto in vista della prossima stagione: “I test invernali vanno presi con le pinze. Vedremo come si comporterà la nuova SF1000 in pista, la confidenza che i piloti avranno con questa. Vedremo come abbiamo lavorato in squadra, la stessa dell’anno scorso. Credo che sia stato fatto un ottimo lavoro. Noi abbiamo puntato su un’evoluzione, ma in cui abbiamo osato, soprattutto in tipologia concettuale. La SF1000 è una vettura più snella, che in generale dovrà essere pronta per un mondiale lungo come quello del 2020, fatto di 22 gare e anche di più, dovrà essere pronta al 2021. Anno in cui è previsto un cambio totale, a livello sportivo e finanziario. Come squadra ci dobbiamo preparare, serve già organizzare la squadra in ottica del nuovo progetto. Quindi, ognuno di noi deve essere concentrato ed essere consapevole di cosa fare ma dobbiamo essere già pronti per quello che ci aspetta per il 2020. Il regolamento è rimasto stabile, difficile inventarsi qualcosa di strano, ma si tratta comunque di due macchine totalmente diverse. Abbiamo lavorato molto sulla integrazione dei componenti, per rendere la macchina la più stretta possibile. Anche esternamente si nota. Parliamo di una vettura più complessa per la ricerca di un nuovo carico aerodinamico. Bisogna sempre adattarsi alla pista, alcune ne chiedono molto e quindi serve dare tutto quello che si ha. Pensiamo di poter essere più competitivi in gare come quelle di Barcellona e Monte Carlo perché la macchina produce più carico. Sarò soddisfatto se avremo fatto meglio dell’anno scorso”.

Sui piloti Mattia Binotto mantiene un certo riserbo, tuttavia ammette: “Li ho visti sereni, tranquilli, stanno bene. E ho visto un Sebastian concentrato. Visto che Sebastian va a scadenza di contratto abbiamo iniziato a discutere con lui: ha lavorato molto bene in inverno, credo che farà molto bene quest’anno, continueremo a parlare con lui perché rimane la nostra prima scelta. Io ritengo di avere in squadra due piloti fantastici, la migliore coppia possibile di piloti in F1”.

Si parla con Binotto anche del rapporto fra i piloti, che l’anno scorso non furono propriamente idilliaci, e anche sullo stato d’animo suo personale. “Con Sebastian e Charles non servono discorsetti, sono dei professionisti. Leclerc deve continuare a crescere come pilota, Seb deve dimostrare di meritarsi la Ferrari. Li ho trovati motivati, sono molto distesi anche tra di loro. Sono carichi, ho fiducia che possano fare bene. Quanto a me anche io devo continuare ad imparare, ma un anno di esperienza mi è servito, mi sento più solido. Non si finisce mai di imparare, perché dobbiamo combattere contro avversari a loro vola molto solidi”.

Tuttavia, Binotto spiega che i due piloti saranno liberi di fare ciascuno la loro corsa. Spiega: “Guardando le ultime gare, Charles e Seb sono stati liberamente in lotta tra di loro e credo che inizieremo anche il 2020 nella stessa maniera. Leclerc ci ha sorpreso tutti perchè è stato velocissimo, ha gestito al meglio la pressione, nei duelli e nelle situazioni di gara più complicate. Per un ragazzo così giovane ottenere sette pole, due vittorie e terminare davanti ad un quattro volte campione del mondo in classifica al primo anno in Ferrari è un risultato eccezionale”.

Una battuta anche sulla possibile annullamento del Gran Premio in Cina a causa del Coronavirus anche se per ora si è parlato solo di rinvio. Dice il team principal: “Dal punto di vista sportivo, sarebbe brutto perdere un gran premio ed è sempre bello poter andare in Cina. Avere un mese senza gare nel periodo fra il GP del Vietnam del 5 aprile e il GP d’Olanda del 3 maggio sarebbe però complicato anche per la Formula 1. Recuperarlo più avanti sarà difficile, dato che si tratta di un campionato molto denso, abbiamo 7 back to back, cioè coppie di gare”.

È il secondo anno di #essereFerrari: “Parliamo di un mito, che dobbiamo provare a portare avanti”.


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