Richiesta di amministrazione straordinaria per la  Icar di Monza
Monza Presidio lavoratori Icar (Foto by Fabrizio Radaelli)

Richiesta di amministrazione straordinaria per la Icar di Monza

È stata inviata la richiesta di amministrazione straordinaria per la Icar di Monza e Vaprio d’Adda.

È stata inviata la richiesta di amministrazione straordinaria per la Icar di Monza e Vaprio d’Adda. È l’esito dell’incontro tra la Fim-Cisl Monza Brianza Lecco, la Fiom-Cgil Monza e Brianza e le Rsu del sito di Monza con la liquidatrice della Icar SpA, coinvolgerà tutti i lavoratori dei siti produttivi di Monza e Villa d’Adda.
La Icar è una azienda monzese storica (nata nel 1946) di condensatori e apparecchiature elettriche di grande potenza messa in liquidazione dalla proprietà (famiglia Castellini). Interessati dalle assemblee i 220 lavoratori (170 nella sede di Monza e 50 a Villa d’Adda): per loro l’alternativa era tra concordato o amministrazione straordinaria. Sempreché (terza soluzione) non si fosse trovato un imprenditore disposto a rilevare l’azienda.

I lavoratori sono stati protagonisti di uno sciopero di otto ore giovedì scorso a Monza (a Villa d’Adda era stato lunedì 30 novembre), poi l’incontro di giovedì scorso in Consiglio Regionale con la IV commissione e soprattutto gli incontri con la liquidatrice (l’ultimo mercoledì pomeriggio).

«L’incontro in Regione è andato bene - spiega Patricia Lupi della Fiom Cgil Monza Brianza - volevamo interessare del problema Icar tutto il territorio e non circoscrivere la questione a Monza. La Regione interesserà della Icar la sua agenzia per gli ammortizzatori sociali, Polis».

La priorità dei sindacati in questa fase è stato duplice: tutelare i dipendenti e dare continuità all’azienda che non avrebbe problemi di ordini quanto di solidità finanziaria, il che impedirebbe il pagamento degli stipendi di ottobre e novembre e il saldo dei fornitori, con conseguente paralisi della produzione.

«L’ipotesi dell’amministrazione straordinaria - spiega Gabriele Fiore - prevede che il ministero per lo Sviluppo economico nomini un commissario straordinario col compito di verificare le condizioni dell’azienda per metterla in liquidazione, comprese tutte le attività e i dipendenti. E verificando se ci sono operatori interessati a rilevarla. Il tutto per una durata massima di due anni e cassa integrazione straordinaria».

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