GreenItaly 2019: Lombardia prima in Italia per imprese green, firmato il Manifesto di Assisi
La firma del Manifesto per il clima con il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi, Padre Enzo Fortunato, direttore Sala Stampa Sacro Convento Assisi, e Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola

GreenItaly 2019: Lombardia prima in Italia per imprese green, firmato il Manifesto di Assisi

Presentati a Milano il decimo Rapporto GreenItaly 2019 e il Manifesto di Assisi, sottoscritto da oltre 1000 firmatari, volto ad azzerare le emissioni di gas serra entro il 2050. Lombardia prima per imprese green.

Se a Madrid il sipario sulla venticinquesima conferenza sul cambiamento climatico organizzata dall’Onu è calato sostanzialmente senza decisioni, un segnale green arriva da Fondazione Symbola, Unioncamere e, tra diversi sostenitori, Fondazione Cariplo che hanno presentato a Milano i dati del decimo Rapporto GreenItaly 2019 e il Manifesto di Assisi, sottoscritto da oltre 1000 firmatari e volto ad azzerare le emissioni di gas serra entro il 2050. Il manifesto è stato sottoscritto anche dal presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi.

Il Rapporto si concentra sulla forza della green economy nazionale e nella nuova edizione coglie una accelerazione in questa direzione del sistema imprenditoriale italiano con un record di eco investimenti nel 2019, “anno in cui la quota raggiunge un valore pari a 21,5%, corrispondente a un valore assoluto di quasi 300mila imprese e di 7,2 punti superiore a quanto registrato nel 2011”, sottolinea la presentazione.

La Lombardia è al primo posto in Italia con 77.691 imprese che hanno investito, o investiranno entro l’anno, in tecnologie green. A livello provinciale il podio è occupato da Milano (21.547 imprese green), Brescia (10.201 imprese) e Bergamo (8.095). Poi ci sono Monza e Brianza con 5.932 imprese e Varese con 5.867.

Rapporto GreenItaly 2019: classifica province Lombardia

Rapporto GreenItaly 2019: classifica province Lombardia

“La fotografia sulla filiera green scattata dal rapporto GreenItaly è ormai un termometro di riferimento per le imprese e per tutti gli operatori finanziari e i decisori politici. Poiché il tema della sostenibilità modifica direttamente i paradigmi dello sviluppo economico e ci obbliga a considerazioni basate non solo sulla sostenibilità ambientale ma sull’intero ampio spettro della sostenibilità sociale”, ha dichiarato Carlo Bonomi in occasione della presentazione del decimo rapporto “GreenItaly 2019”.

“Una prima importante considerazione – ha proseguito Bonomi – è che in Italia la rivoluzione della sostenibilità ambientale nasce dal basso, perché sono le imprese ad adottarla con convinzione: sono le imprese a investire sulla formazione delle professionalità che servono per il green tech, che hanno compreso che, grazie alla sostenibilità nei processi e nei prodotti, si realizzano più export e più redditività, si aprono i contratti aziendali a più salario di merito e produttività. E, insieme, a più welfare si contribuisce a una maggiore sostenibilità sociale. A livello europeo, il Green New Deal costituisce la parte più ambiziosa della sfida dei prossimi anni ed è molto apprezzabile che industria e clima siano entrambi binari del Piano. A livello italiano non possiamo che chiedere che il Governo si doti al più presto di una grande cabina di confronto con le industrie per definire insieme le priorità e le richieste su cui l’Italia deve battersi, a cominciare per esempio dalle richieste per il Just Transition Mechanism”.

“Le premesse, dobbiamo dirlo, non sono buone – ha concluso Bonomi – In occasione della nostra Assemblea avevamo sottolineato l’importanza di chiudere il ciclo del trattamento dei rifiuti, che oggi esportiamo per miliardi di euro a causa della mancanza di impianti. Al suo posto abbiamo ricevuto la Plastic Tax che serve solo a fare gettito. La politica appare divisa e piegata su meri interessi elettorali, che sono lontani anni luce dalla consapevolezza della posta in gioco in un Paese a bassa produttività, alto debito pubblico, welfare poco rivolto a sostenere l’occupabilità di giovani e donne. Noi continueremo con rafforzata convinzione a credere e investire nella sostenibilità, come dimostrano i dati presentati oggi, e lo faremo senza aspettare la politica per l’elevato senso di responsabilità che caratterizza le nostre imprese. In questa logica, oggi firmo il Manifesto promosso da Symbola “Un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica” per evidenziare il ruolo sociale dell’impresa nel rispetto del pianeta”.


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