Carrefour annuncia cessione di punti vendita ed esuberi: la Brianza attende di sapere se c’entra
Un market di Carrefour, l’azienda vuole cedere 106 punti vendita

Carrefour annuncia cessione di punti vendita ed esuberi: la Brianza attende di sapere se c’entra

Dichiarate 615 unità full time equivalenti in esubero, ma la riorganizzazione, così come è stata presentata ai sindacati, potrebbe comportare la rinuncia a circa 1800 persone. In Lombardia saranno ceduti 41 tra supermercati e mini mercati.

Cessione di market e negozi express con un esubero di 615 unità. È il piano annunciato da Carrefour a livello nazionale per cercare di recuperare 31 milioni di euro di costi sul personale.

La multinazionale francese ha presentato un piano in questo senso ai sindacati che comporterebbe la cessione di 106 supermercati e mini mercati a piccoli imprenditori nel corso del 2022. Un numero ripartito in questo modo nelle regioni: 41 in Lombardia, 18 in Campania, 17 in Liguria, 16 nel Lazio, 6 in Toscana, 4 in Emilia Romagna, 3 in Piemonte e 1 in Abruzzo.

La cessione dei punti vendita o il ricorso al franchising permetterebbe all’azienda di “liberarsi” di 1000 lavoratori. In esubero ci sono poi 615 unità full time equivalenti (447 nella rete vendita e 168 nelle funzioni di sede) quindi come se fossero a orario pieno, un numero che potrebbe siginificare la rinuncia a molte più persone se queste sono titolari di contratti part time.

«Si esce dal confronto con la certezza che Carrefour vuole scaricare 1800 persone - spiega la Filcams nazionale- e l’incertezza di quali negozi saranno ceduti e dove sono collocati gli esuberi». Non si sa ancora, infatti, quali ricadute ci saranno a livello locale, se ad esempio anche la Brianza sarà colpita dal piano. In provincia i due punti vendita più grossi sono a Giussano e Limbiate, ma la riorganizzazione riguarda soprattutto market e negozi express che sono disseminati in diversi comuni della provincia, da Monza a Cesano, a Meda e in altre località ancora. «Ci sono solo numeri a livello regionale -spiega Andrea Montanari della Filcams Cgil Monza Brianza- ma non sappiamo quali siano i negozi che rientrano nel piano».

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