Amazon, la risposta dell’azienda allo sciopero dei corrieri
Sede Amazon a Burago di Molgora

Amazon, la risposta dell’azienda allo sciopero dei corrieri

LEGGI Lo sciopero - Il gruppo Amazon risponde in un comunicato allo sciopero dei lavoratori per ottenere tutele per tutti i driver: «I fornitori di servizi di consegna sono innanzitutto nostri partner, e noi lavoriamo insieme a loro per definire degli obiettivi realistici che non mettano sotto pressione loro e i loro dipendenti».

Il gruppo Amazon risponde in un comunicato allo sciopero dei lavoratori per ottenere tutele per tutti i driver con presidi davanti alle sedi lombarde di Burago di Molgora, Buccinasco e Origgio.

LEGGI Corrieri Amazon in sciopero, presidio davanti alla sede di Burago Molgora

«I fornitori di servizi di consegna – spiega l’azienda - sono innanzitutto nostri partner, e noi lavoriamo insieme a loro per definire degli obiettivi realistici che non mettano sotto pressione loro e i loro dipendenti. Per questo motivo viene utilizzata una tecnologia di definizione delle rotte che prende in considerazione molteplici aspetti per determinare la quantità di pacchi che un autista può consegnare in sicurezza durante il suo turno di lavoro».

«Richiediamo inoltre ai nostri fornitori - continua - di garantire che gli autisti ricevano compensi adeguati, siano trattati con rispetto, si attengano a tutte le normative vigenti e al codice della strada. Amazon conduce frequenti audit di conformità dei propri fornitori ed effettua verifiche su qualsiasi segnalazione di possibili infrazioni».

Anche sulla stabilizzazione dei contratti l’azienda accredita un’altra versione rispetto a quella dei sindacati, che nella sede di Burago hanno evidenziato il problema per circa 80 lavoratori che operano da anni nella filiera : «Durante l’anno la gran parte degli autisti ha contratti a tempo indeterminato. Dati i volumi variabili della nostra attività, come ad esempio durante il periodo natalizio, i nostri partner ricorrono anche ad autisti con contratti in somministrazione per sopperire ai picchi di lavoro». Posizioni ben distanti dalle richieste sindacali.


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