Grave perdita per il Tennis Club Nastro Verde. È venuto a mancare Giorgio Confalonieri, classe 1941, segretario dell’associazione sportiva, sorta nel 1975 e che ha sede, in via Prealpi a Giussano.
Tennis: addio a Giorgio Confalonieri, dirigente sportivo e segretario del Nastro Verde
Confalonieri, dirigente sportivo di lunga militanza, ha svolto con passione e competenza per anni il ruolo prima di vicesegretario, quindi ininterrottamente fino al 2011, di segretario del Comitato Regionale Lombardo della Federtennis. Spinto dalla sua grande passione per lo sport, ha dedicato tutta la sua vita al servizio del tennis.
Tennis: addio a Giorgio Confalonieri, in società dal 1987
«Oltretutto Confalonieri, persona estremamente disponibile con tutti, già nel 1987 era entrato a far parte della nostra associazione come consigliere – spiega Ettore Trezzi, referente del TC Nastro Verde nonché Presidente del Comitato Regionale Lombardo della Federtennis dal 1974 al 2004 – Quindi nel 2011 ha assunto la carica di segretario e svolto le sue mansioni sino ad oggi. Giorgio, persona gentile e schietta come segretario del T.C. Nastro Verde ha eseguito tutte le numerose e complesse pratiche burocratiche nei confronti della FITP, nessuna esclusa, riferendo tutto al Consiglio nelle periodiche riunioni che lo stesso organizzava, quindi affiliazioni e trasferimenti dei giocatori tra i quali ricordiamo Scalabrini, Pirro, Nicola Pietrangeli e Rorich, quindi le riaffiliazioni al fine di poter schierare nei vari campionati internazionali over anche tennisti spagnoli come Miguel Mir e Jose Moreno e l’ungherese Robert Machan, che aveva come compagno di doppio in Coppa Davis Taroczy che contribuì per tre anni alla vittoria negli over ’60. Il T.C. Nastro Verde si è laureato campione europeo a squadre di tennis over 60 nel 2014 a La Manga, Spagna, dove le migliori squadre di categoria del Continente si erano ritrovate, battendo in finale il Leicestershire Lawn Tennis Club di Leicester, società ultra centenaria con giocatori di grande esperienza per avere calcato, più volte, il manto erboso di Wimbledon».