Monza-Juve Stabia 2-1, Bianco: «Partita seria, finale meritata»

Nel post partita il tecnico è stremato, ma rimane concentrato sull'obiettivo della stagione, in attesa di Catanzaro o Palermo
Monza 2026 calcio Paolo Bianco
Paolo Bianco, allenatore del Monza

La doppietta di Cutrone ed una partita serissima lanciano il Monza nella seconda finale playoff della sua storia. Rispetto all’andata è una squadra diversa quella di Bianco, totalmente concentrata sull’obiettivo e in campo si nota. La vittoria è assolutamente meritata, anche se con il brivido finale. E ora sotto con quella che uscirà da Palermo-Catanzaro di mercoledì sera.

Prestazione di assoluta determinazione

Nel post partita Paolo Bianco analizza con serenità e stanchezza i 180 folli minuti di questa semifinale. «Lo sapevamo, queste sono partite completamente diverse dal campionato, ci si gioca una stagione e il margine d’errore è limitatissimo. Abbiamo fatto una grande partita, potevamo segnare nel primo quarto d’ora, non abbiamo concesso praticamente nulla prima del gol subito e alla fine abbiamo comunque voluto vincerla. È stata una partita giusta, con quell’intensità, quella determinazione, quella attenzione che ci volevano per superare un avversario che ha entusiasmo e gioca bene al calcio». Difficile trovare un voto negativo nelle pagelle, difficile anche eleggere nettamente un migliore in campo. È stata una prestazione corale di totale concentrazione. «Stasera i ragazzi sono stati tutti straordinari, chi è partito dall’inizio, chi è entrato dopo, chi aveva dato il massimo all’andata. Siamo scesi in campo dall’inizio con tanti cambi di formazione, perché abbiamo una rosa di grande profondità. Sapevo che la Juve Stabia era alla terza partita in una settimana e sarebbe potuta calare e ce la siamo giocata così, con Cutrone che dal 60’ in poi l’ha spaccata in due. La differenza rispetto all’andata è che oggi non siamo mai usciti dalla gara. Abbiamo voluto vincerla e non abbiamo speculato sul risultato».

In finale una tra Palermo e Catanzaro

Ora sulla strada del Monza verso la Serie A c’è la finale playoff, con un avversario che, qualsiasi sia, sarà di livello assoluto e sarà carico per raggiungere il medesimo obiettivo. «Catanzaro e Palermo sono due squadre completamente diverse, aspettiamo l’esito del ritorno e vediamo chi ci tocca, ma l’importante è essere arrivati in finale». In sala stampa Bianco è provato, al pari dei suoi ragazzi, quasi come se l’avesse giocata anche lui, ma forse è andata proprio così, sempre davanti alla panchina, sempre ad incitare il gruppo su e giù per la linea laterale. «Sono umano anche io, dopo il secondo gol ho buttato fuori tutta l’emozione che avevo. Abbiamo voluto e abbiamo meritato la vittoria, la dedichiamo ai tifosi: la curva ci sostiene ogni minuto da sempre, il resto del coinvolgimento del tifo dipende sempre da noi, dalle nostre prestazioni. Oggi il pubblico è stato bellissimo e sono convinto lo sarà anche nell’ultima partita in casa».

Parla Abate, orgoglio Juve Stabia

C’è anche l’altra faccia della luna, la delusione di Ignazio Abate, ma anche l’orgoglio e l’onore della sua squadra: «Sono orgoglioso del mio gruppo; mi hanno fatto vivere emozioni incredibili, abbiamo giocato per noi stessi e per la nostra gente. È un anno che difficilmente dimenticherò. La terza partita in una settimana dopo un anno logorante, ma questo gruppo non vuole morire mai, nonostante tutto quello che abbiamo vissuto. Il risultato finale è la cosa più importante, ma dobbiamo dare valore al percorso e il percorso è stato eccezionale. Ultima partita sulla panchina della Juve Stabia? Penso a tutto tranne che a questo. Dobbiamo capire il futuro, chi arriverà, che progetti avrà, perché la piazza merita tutto il meglio e grande serietà nelle intenzioni».

L'autore

Giornalista, primo pezzo pubblicato sul Cittadino il 16 aprile 2005, da allora mi occupo di cronaca, cultura e soprattutto sport. Seguo le peripezie – è il caso di dirlo – dell’Ac Monza. La zona di riferimento è la Valle del Seveso e mi occupo delle Groane (Solaro, Ceriano, Cogliate, Misinto, Lazzate), di Barlassina e di Seveso. Nella vita civile sono telecronista e dirigente sportivo alla Robur Basket Saronno.