È arrivata nell’avancorte di Villa Reale con la sua Ferrari 750 “Monza” del 1955. Difficile non notare Julia Houghtaling. Cone lei solo altre due driver al femminile nella Louis Vuitton Dolomites Race che ha visto protagoniste 22 auto da collezione lungo i 600 km da Venezia a Monza, passando per la valle del Brenta e le Dolomiti.
Vuitton Race e Julia, che ha riportato a casa la sua Ferrari 750 “Monza” del 1955: avvocato di New Orleans
Avvocato di New Orleans, ma anche pilota di jet, Julia si racconta all’arrivo, prima di raggiungere i colleghi per il meeting organizzato nel teatrino di corte.
Tuta Louis Vuitton, foulard della griffe e naturalmente borsa da viaggio in tema è felicissima, nonostante la stanchezza e i problemi meccanici avuti lungo il percorso.
«Possiedo questa auto da tre anni – dice – con mio marito che è qui con un’altra Ferrari abbiamo una bella collezione, ma non siamo tipi da lasciarle in garage. Ci piace guidarle».
All’attivo Julia ha alcune gare storiche a Montecarlo e la Mille Miglia.
«È la prima volta che partecipo alla Louis Vuitton – prosegue – ma avevo proprio il sogno di portare questa “Signora” – come chiamo la mia auto sulla pista dell’autodromo dove è nata e dove è stata battezzata da Enzo Ferrari».
Le difficoltà non sono mancate: «Proprio verso l’arrivo problemi con il motore – dice – non è stata una passeggiata, ma sono felicissima di essere qui e la Villa Reale è bellissima, così grande».

Vuitton Race, il sindaco: «Accordo importante per la Villa reale»
Per Julia la meccanica non ha segreti e oltre alle auto pilota anche Jet: «Più di una passione – dice – se ho appuntamenti di lavoro mi piace la libertà di partire e tornare a casa quando voglio. Diciamo che mi piace tornare a casa mia prima possibile».
A conclusione della giornata un cocktail nei giardini della Reggia con musica soffusa, poltroncine in midollino e tavolini, le luci delle candele sulla scalinata.
Un’atmosfera che si potrebbe replicare per tutte le sere d’estate, per tutti. È il pensiero dei pochi monzesi presenti.
«Quello con Louis Vuitton– commenta il sindaco Paolo Pilotto, presidente del Consorzio della Reggia – è un accordo che è andato benissimo e spero possa attirare altri brand. Abbiamo avuto il restauro della facciata sud, delle campane e dell’orologio. Per la Villa è un momento di svolta: fino a qualche anno fa eravamo noi a proporci, ora le richieste arrivano spontanee, segno del riconoscimento del nostro patrimonio»
Il sogno di Julia di portare la sua Ferrari sul circuito si è realizzato venerdì mattina quando con tutti i concorrenti ha sfilato in una speciale parata nel tempio della velocità.
Com’è andata la Vuitton Race
Per la cronaca il vincitore della competizione è stato Gianandrea Redaelli su una Aston Martin C-type Speed Roadster Bertelli del 1939. Un’auto che appartiene a un periodo in cui l’aerodinamica ha rimodellato il futuro della motorizzazione. La sua è una degli otto esemplari al mondo.
Appassionato italiano di auto d’epoca e concorrente di rally, Redaelli ha aggiunto questa vittoria a un palmarès già prestigioso nel settore delle auto storiche che include la vittoria della Louis Vuitton Classic Serenissima Run 2012 e la Louis Vuitton Boheme Run 2006 su una Aston Martin Le Mans Special del 1933.
Premio per la regolarità a Carlo Gussalli Beretta e all’ex velina Melissa Satta, alla guida di una Ferrari 275 GTB Competizione del 1965. Premio eleganza alla coppia al femminile formata da Katarina Kyvalova e Marta Carello, alla guida di una Bentley 8 Litre Vanden Plas Two-Seater Drophead del 1931.