Cinque anni di reclusione rispetto agli 8 chiesti dalla Procura per un 24enne colombiano residente a Monza accusato di avere adescato sui social una 13enne, fingendosi 17enne, per poi violentarla in pieno giorno lungo la pista ciclabile del canale Villoresi. La condanna è stata comminata dal Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Monza durante un processo con rito abbreviato per violenza sessuale aggravata. L’uomo, incensurato, al momento dei fatti da un anno residente a Monza con la famiglia, è stato ammesso al percorso di giustizia riparativa.
Ad eseguire il provvedimento, in carcere, è stata la Squadra Mobile della Questura di Monza, a luglio del 2025, che dopo la denuncia della ragazza aveva subito avviato la procedura del Codice Rosso. Sottoposto a fermo per violenza sessuale aggravata e detenuto in carcere, è stato anche condannato al risarcimento dei danni alla vittima, parte civile, con una provvisionale di 35mila euro.
Monza: condanna per un 24enne, ammesso al percorso di giustizia riparativa
Da quanto emerso e finito poi nell’aula del tribunale monzese, il 24enne avrebbe conosciuto la minorenne, anche lei monzese, studentessa, chattando sui social per alcuni giorni, fingendosi un 17enne, per proporle di incontrarsi, in centro. La ragazza avrebbe accertato di incontrarlo alla stazione ferroviaria “ma solo a condizione di non restare da sola con lui”. Si sarebbe presentata con un’amica e il fratello. Tuttavia, durante l’incontro, il 24enne era riuscito a restare da solo con la ragazzina,“rassicurandola che si stessero dirigendo verso un’area frequentata”. A quel punto il colombiano avrebbe portato la vittima lungo il canale, steso a terra una coperta e avrebbe quindi invitato la ragazzina a togliersi le scarpe e rilassarsi e a quel punto avrebbe mostrato le sue reali intenzioni estraendo un coltello sotto la minaccia del quale l’avrebbe violentata. Successivamente la vittima avrebbe provato a fuggire, a piedi nudi, ma sarebbe stata raggiunta dal suo aggressore che l’avrebbe minacciata di non dire nulla e, come nulla fosse, l’avrebbe riportata alla stazione di Monza.
Monza, la ragazzina violentata sotto la minaccia di un coltello e il racconto a una amica
Solo il giorno dopo, confidandosi con un’amica, la 13enne ha avuto il coraggio di denunciare l’accaduto. Gli esiti della violenza erano stati confermarti dai medici della clinica Mangiagalli di Milano, dove, avviate le indagini, era stata accompagnata. Gli investigatori Mobile si erano subito attivati e grazie anche alla indicazioni fornite dalla 13enne avevano individuato il presunto responsabile dal profilo social e dalle immagini della videosorveglianza. Da una perquisizione personale e domiciliare sarebbero stati rinvenuti gli indumenti indossati al momento dei fatti, nascosti tra la biancheria sporca, oltre che il coltello utilizzato per minacciare la vittima. Nei confronti del 24enne è stato emesso il provvedimento di fermo, motivato dal pericolo di fuga. Il giovane colombiano sarebbe infatti stato in possesso di un biglietto aereo per la Spagna, che avrebbe comunque acquistato prima dei fatti contestati.