Il calcolo degli importi della tassa rifiuti in rapporto all’immondizia prodotta dalle singole famiglie a Monza potrebbe essere più vicino: in municipio, ha spiegato al consiglio comunale l’assessora all’Igiene ambientale Viviana Guidetti, è iniziato il ragionamento sulla raccolta dei dati propedeutica all’introduzione della tariffazione puntuale. Pochi minuti prima il passaggio al nuovo sistema era stato sollecitato da Paolo Piffer di Civicamente: «È previsto dal capitolato d’appalto – ha affermato – a che punto siamo?».
Monza, verso il “censimento” per la tariffa puntuale dei rifiuti: l’aggiornamento dell’assessore
Il processo, ha precisato l’assessora, deve partire da una ricognizione tra gli iscritti al registro della Tari per verificare quanti effettivamente paghino i bollettini a cui seguirà l’analisi delle informazioni relative ai sacchi rossi fornite dai codici stampati su ciascun involucro che vengono lette dagli speciali braccialetti indossati dagli operatori dell’Impresa Sangalli durante la raccolta.
«Dobbiamo capire – ha spiegato l’assessora – con quale frequenza vengono esposti i sacchi rossi, a quali consegne corrispondono, se tutte le forniture vengono ritirate» dagli utenti e se vengono impiegati in modo corretto per smaltire la frazione secca. L’applicazione della tariffazione puntuale ha segnato il passo perché, ha detto, la giunta finora ha avuto altre priorità.
Monza, verso il “censimento” per la tariffa puntuale dei rifiuti: modalità in definizione attraverso PagoPa
Un’altra novità, di portata nettamente inferiore, potrebbe invece essere imminente: gli uffici stanno definendo le modalità per rendere possibile il versamento degli importi tramite la piattaforma PagoPa. Lunedì la possibilità è stata invocata da Lorenzo Spedo di LabMonza che ha annunciato la presentazione di una mozione specifica: «Per i contribuenti è un metodo di pagamento molto più semplice rispetto al modello F24 in quanto non richiede alcuna compilazione – ha commentato il consigliere – consentirebbe, inoltre, di migliorare la capacità di riscossione del Comune». I cittadini, ha aggiunto, potrebbero comunque continuare a utilizzare il modello F24 che, a differenza del pagoPa, è gratuito.