L’ospedale San Gerardo di Monza: nel 2025 dimezzate le aggressioni al personale del Pronto soccorso

Le aggressioni al personale del Pronto soccorso dell'ospedale San Gerardo nel 2025 sono state 28
L’ospedale San Gerardo, teatro della tentata rapina
L’ospedale San Gerardo

Aggressioni al personale del Pronto soccorso dimezzate all’ospedale San Gerardo: sono passate dalle 56 del 2024 alle 28 dello scorso anno. Ne dà notizia lo stesso ospedale – dopo il caso dei due infermieri aggrediti da un paziente ubriaco, la scorsa settimana – spiegando che la drastica riduzione è stata determinata dal rafforzamento delle misure di sicurezza e la rapidità di intervento delle Forze dell’Ordine.

Significativo è stato l’apporto del cosiddetto “pulsante rosso”, installato nel Pronto Soccorso della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori che consente al personale, in caso di necessità, di attivare immediatamente una richiesta urgente di intervento alla Centrale Operativa più rapida della tradizionale telefonata al 112. L’ospedale è poi dotato di telecamere fisse che consentono “un controllo costante di quanto avviene all’interno del Pronto soccorso” spiega la Fondazione. E’ poi determinante la tempestività dell’intervento da parte delle Forze dell’ordine e a dare una notevole spinta è stato in tal senso un accordo siglato in Prefettura. Potenziato poi il servizio di sorveglianza con guardie interne, “affiancate spesso dalla presenza di un agente di Polizia”. Dotazioni e azioni, spiega la Fondazione: “che hanno contribuito in modo significativo alla riduzione delle aggressioni, passate da 56 episodi nel 2024 a 28 nel 2025”.

Monza: gli “accessi impropri” e le tenzioni al Pronto soccorso dell’ospedale San Gerardo

A determinare possibili tensioni tra gli utenti del Pronto soccorso e quindi oggetto di attenzione è l’elevato numero di accessi “molti dei quali impropri” specifica ancora il San Gerardo che “conferma il proprio ruolo di Hub per l’EmergenzaUrgenza, con un costante aumento dei pazienti in codice giallo e rosso, ma anche con una prevalenza di codici bianco, verde e urgenze differibili, che, come avviene a livello nazionale, rappresentano una quota significativa degli accessi”.

I numeri? Nel 2025, su un totale oltre 104mila i codici minori sono stati più del 75%, con una percentuale di ricovero sugli accessi del 12%. Un afflusso elevato e, a questo punto, spesso improprio, che porta quotidianamente al sovraffollamento delle sale d’attesa, “con un inevitabile allungamento dei tempi di erogazione delle prestazioni per i casi di minore gravità, fattore che può generare tensioni e disagio nell’utenza”. Per migliorare l’accoglienza e ridurre le situazioni di stress è stato introdotto l’Operatore Socio Sanitario “dedicato all’accoglienza dei pazienti, che supporta anche il personale infermieristico in caso di necessità”.

Monza: aggressioni al Pronto soccorso, l’importanza della formazione e il vaglio del “Nucleo ricoveri”

Significativo è poi il suolo della formazione del personale con corsi dedicati, come “Il rischio aggressione nei contesti sanitari – Prevenzione e gestione del comportamento violento verso gli operatori” finalizzato ad aumentata la conoscenza delle tecniche di de-escalation e la capacità di gestione dei conflitti, contribuendo ulteriormente alla diminuzione degli episodi di aggressione. Le criticità del Pronto soccorso sono inoltre vagliate settimanalmente dal “Nucleo Ricoveri” che è composto da medici e infermieri, dal direttore di Dipartimento di Medicina e Direzione Medica e Sanitaria anche per definire le azioni più efficaci a supporto dell’attività e del flusso dei pazienti.

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