Referendum giustizia: l’Italia vota No, la Brianza fa di testa sua

L'analisi del direttore del Cittadino Marco Pirola del risultato del referendum sulla giustizia: una Brianza che fa di testa sua e risponde sì.
Editoriale giornalismo - Image by freepik
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C’è un’Italia che dice no. E poi c’è una Brianza che, con una certa eleganza lombarda, fa di testa sua e risponde sì. Il referendum consegna un Paese compatto nel rifiuto, ma basta salire di qualche chilometro, tra capannoni ordinati e villette ben pettinate, per scoprire che il copione cambia. E neanche di poco.

Referendum giustizia: il Sì in Brianza

Qui il sì non è un sussurro, ma spesso una scelta netta, quasi ostinata. Come se il territorio avesse deciso di interpretare la domanda a modo proprio, con quella tipica inclinazione brianzola a fidarsi più del fare che del dire. Un piccolo cortocircuito geografico e politico che racconta molto più di quanto sembri.

Referendum giustizia: le eccezioni, il Vimercatese e Arcore

Poi però, come in ogni buona storia, arrivano le eccezioni. E fanno rumore. Torna la “zona rossa” del Vimercatese, dove il no riprende il controllo e rimette le cose, almeno lì, in linea con il dato nazionale. Ma il vero colpo di scena è altrove.

Ad Arcore. Sì, proprio lì. Dove per una manciata di voti, una cinquantina scarsa, il no si prende la scena e ribalta il pronostico. Una vittoria stretta, quasi timida, ma politicamente rumorosa. Perché succede nella città amministrata da Fratelli d’Italia, dove il risultato assume inevitabilmente un sapore che va oltre il semplice conteggio delle schede.

Referendum giustizia: la morale

Morale? La Brianza resta un laboratorio imprevedibile. Mentre l’Italia semplifica, lei complica. Mentre il Paese si allinea, lei devia. Non per spirito di contraddizione, ma per una sorta di autonomia genetica che la porta, puntualmente, a sorprendere.

E così, alla fine, il referendum racconta due storie: una nazionale, lineare. L’altra brianzola, decisamente più interessante.

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.