A 30 anni Andrea Petagna ha conquistato il primo titolo in carriera, l’ha fatto con la maglia del Monza, ma soprattutto l’ha fatto da protagonista assoluto, da miglior marcatore stagionale dei biancorossi. Una storia di rivalsa e rivincita, tutta da raccontare.
Partivi da qualche mese difficile a causa di tanti problemi fisici ed una situazione personale che non ti rendeva tranquillo. Quando hai capito che poteva essere la tua stagione?
«In ritiro. Sono partito indietro rispetto agli altri, l’anno prima avevo giocato poco, ho dovuto lavorare più forte a livello fisico, ma conoscevo le mie qualità e puntavo a stare di nuovo bene per avere le mie possibilità di scendere in campo e provare a fare la differenza».
Alla fine hai chiuso da miglior marcatore stagionale del Monza, una soddisfazione in più o magari ti spiace avere mancato la doppia cifra?
«Certo che mi rode! Solo per un gol. Con il Catanzaro potevo fare il decimo, poi quest’anno ho preso anche quattro pali e non ho calciato rigori. Ma sono anche contento perché per il minutaggio avuto sono davvero buoni numeri».
Esulti sempre mostrando la “L” per tuo figlio. Quant’è importante avere una motivazione così grande per fare bene nel calcio?
«Va di pari passo. Se stai bene di testa, se la vita fuori dal campo è tranquilla, poi sei più sereno quando ti alleni e giochi. E far bene il proprio lavoro aiuta a casa. È così che deve andare».
Invece quando hai capito che poteva essere la stagione della rinascita del Monza?
«Io ci ho creduto da subito. Durante il ritiro, quando a pranzo parlavo con i miei compagni storici, Pessina, Birindelli, Ciurria, Colpani, che magari sono al Monza da tanto come me, ci dicevamo sempre che se fossimo rimasti tutti sarebbe stato impossibile non vincere. Avevamo un credito per il brutto campionato dell’anno prima e abbiamo fatto di tutto per riscuoterlo».
In questi mesi hai costruito un rapporto speciale anche con i tifosi, che ti hanno acclamato costantemente. Secondo te perché ti hanno eletto a idolo totale?
«Hanno capito quello che era successo. Lo scorso anno non giocavo mai, a fine partita mi fermavo sempre ad allenarmi per il lavoro in più e mi prendevo lo stesso i fischi perché perdevamo sempre. Volevo riscattarmi e rosicavo forte perché volevo dimostrare cosa potevo dare. In ritiro, alla presentazione della squadra, quasi mi vergognavo ad uscire sul palco ed invece i loro applausi mi hanno dato tanto coraggio. Quest’anno ho messo in campo tutta la rabbia che avevo e… i cori della curva sono diventati una conseguenza».
Questione futuro: ti piacerebbe rimanere al Monza?
«Ho ancora un anno di contratto, spero di poter rimanere e di giocarmela. Credo di aver contribuito per la promozione e mi piacerebbe continuare».
Qual è il prossimo obiettivo di Andrea Petagna?
«Il primo è fare il 50esimo gol in Serie A perché sono a 49 da un po’. E l’altro… naturalmente la salvezza con il Monza».