L’editoriale del direttore Marco Pirola: “In arrivo un treno chiamato futuro e non può scapparci”

L’editoriale del direttore responsabile del Cittadino, Marco Pirola, sull'edizione di giovedì 22 maggio del Cittadino.
Editoriale
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Ci hanno provato in tanti, con promesse più o meno credibili, a dire che “la metropolitana a Monza è dietro l’angolo”. Ecco, diciamo che quell’angolo l’abbiamo girato una trentina di volte, finendo sempre in qualche rotonda. Ma in questi giorni, finalmente, qualcosa si muove. E no, non è un tram fantasma. È un’iniziativa vera, sostenuta trasversalmente da chi “incredibile dictu”, ha deciso di mettere da parte le bandiere e salire tutti sullo stesso vagone.

Monza è una regina sì, ma non può più permettersi la carrozza a cavalli. Ora, non è il momento di fare i timidi. Ora è il turno delle associazioni di categoria, i produttori di eccellenze locali, gli imprenditori che sognano di vedere la loro azienda “a un passo dalla metro”. Insomma è il vostro turno. Mettete la faccia, come la stiamo mettendo noi e i rappresentanti dei partiti (tutti) che erano alle riunione in viale Libertà lo scorso venerdì. Non aspettate che tutto sia pronto per poi dire “l’avevamo detto anche noi”. Perché questa è un’opera che si fa adesso, non con i like, i cuoricini di Instagram o con gli slogan.

Chi ha costruito il miracolo brianzolo lo sa. Le opportunità si colgono sul nascere. E questa lo è, per tutti. Non servono applausi, servono firme, voce alta e pressing su chi può accelerare i tempi. La metropolitana a Monza non è più un sogno da bar, è un dossier concreto. Il treno è lì, pronto. Sta per entrare nella sua fase decisiva finale che poi sono i “danè”, i soldi. E chi resta giù, stavolta, ha solo da prendersela con sé stesso. Perché la metro non è un’opera di qualcuno: è una svolta per tutti. E la Brianza che lavora, quella vera, lo sa benissimo. La metropolitana a Monza non è solo un treno che arriva: è un treno che unisce. E noi ci siamo, pronti a salirci tutti insieme…

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.