Da quarant’anni Rosella Panzeri detiene un primato particolare, conquistato nel gennaio del 1986: è l’unica donna eletta sindaco di Monza.
«Non sarei gelosa di perderlo – afferma – penso che le donne, anche in politica, possano portare uno sguardo differente rispetto agli uomini: non vedo, però, nessuna in grado di insidiarlo dopo che Martina Sassoli è entrata in Noi Moderati. Credo che difficilmente possa riuscirci militando in un partito così piccolo».
Rosella Panzeri, intervista alla prima (e unica finora) sindaco donna di Monza: carta d’identità, battuta da Rivera
Panzeri è tra i politici monzesi più noti: nell’86 è stata eletta sindaco dal consiglio comunale per un gioco di equilibri nella maggioranza a trazione Dc. Nell’88 è stata confermata sulla scorta di un plebiscito ed è rimasta in carica fino al ‘91: «Avevo preso ottomila preferenze – racconta – moltissime arrivate dai sostenitori dell’autodromo dopo la mia presa di posizione di fronte all’ultimatum di Ecclestone che minacciava di cancellare il Gran premio a causa dell’inadeguatezza dei box. Ho autorizzato il rifacimento» con una decisione che le è costata un avviso di garanzia, finito in nulla grazie alla Regione che ha acceso luce verde alle strutture, purché fossero amovibili. L’ormai ex sindaca ha vissuto un momento difficile agli inizi degli anni Novanta quando è stata condannata con altri politici per una tangente sulla lottizzazione dell’area Cambiaghi. È tornata in consiglio comunale nel 2002 e dal 2009 al 2014 è stata consigliera provinciale del Pdl e di Forza Italia. Nel ‘92 ha sfiorato l’ingresso alla Camera nella lista della Dc: «Ho preso circa ottomila preferenze – ricorda – ma sono stata battuta da Gianni Rivera».
Rosella Panzeri, intervista alla prima (e unica finora) sindaco donna di Monza: impegno politico e sociale
Con l’ex sindaca, che si è sempre divisa tra l’impegno politico e quello nel volontariato sociale, proviamo a capire come è cambiata la città in quattro decenni. «Sotto il profilo delle infrastrutture è molto diversa – spiega – sono state compiute scelte importati quali l’interramento di viale Lombardia e la realizzazione di alcuni sottopassi tra cui il Rota-Grassi e quello pedonale di via Bergamo. Dagli anni Ottanta è stato fatto molto anche nel campo del sostegno ai disabili, agli anziani e alle fasce fragili: è stato ristrutturato il dormitorio di via Raiberti, sono state aperte alcune rsa e il centro socio educativo di via Silva, è stato completato il trasferimento dell’ospedale e ora ci sono le case di comunità».
Rosella Panzeri, intervista alla prima (e unica finora) sindaco donna di Monza: il volontariato
«Monza – prosegue – è sempre stata una città generosa: negli ultimi decenni sono nate tante cooperative sociali come La Nuova Famiglia e la Meridiana che fanno cose straordinarie. Il volontariato è sempre stato molto attivo e i giovani che si dedicano agli altri negli ultimi anni sono in aumento anche grazie ai periodi di alternanza scuola-lavoro».
Sedici studenti delle Preziosine e dell’istituto Villa Greppi di Monticello, aggiunge nella veste di presidente dell’Unitalsi Monza e Brianza, la prossima settimana affiancheranno i disabili nella casa vacanze di Borghetto Santo Spirito, in Liguria, dove lei è arrivata lunedì 13 luglio: «In genere qualche ragazzo continua a frequentare l’associazione anche una volta conclusa l’alternanza – prosegue – un po’ è anche merito dei genitori che hanno una consapevolezza maggiore e sono più aperti all’esterno rispetto a una volta».
Rosella Panzeri, intervista alla prima (e unica finora) sindaco donna di Monza: «È cambiato il mondo della politica»
Quello che, rispetto all’86, è profondamente cambiato è il mondo della politica: «Una volta c’erano i partiti, c’era la capacità di guardare al domani e c’era un confronto vero, anche duro, sia con gli alleati che con gli avversari – riflette – sono tutti elementi che oggi si sono persi. Ricordo tanti scontri in consiglio comunale con Franco Antelli del Pci: il giorno seguente, però, ci sedevamo al tavolo per cercare di trovare una quadra ai problemi».
Lei continua a seguire la politica da lontano, nelle fila dell’Udc, perché un ruolo attivo sarebbe incompatibile con la presidenza provinciale dell’Unitalsi: «Non ho nostalgia di quel mondo anche se, terminati i cinque anni in consiglio provinciale, mi è mancato perché è come una droga – scherza – sarò sempre grata alla Dc e alla politica per le esperienze che mi hanno permesso di fare. Non rimpiango il tempo che ho dedicato» all’amministrazione della città.
Rosella Panzeri, intervista alla prima (e unica finora) sindaco donna di Monza: «Se il Cittadino mi criticava gli anziani mi portavano caramelle»
Tra i suoi ricordi più belli ci sono quelli legati al contatto con i monzesi: «Ho sempre incontrato tutti – racconta – e il giovedì c’era sempre chi veniva al mercato e poi passava in Comune a lasciarmi un fiore o le caramelle, soprattutto se il Cittadino o altri giornali pubblicavano articoli critici nei miei confronti. Quei rapporti umani, probabilmente, oggi si sono persi» anche a causa dell’invadenza dei social network.