Nel 2025 sono diminuite le vertenze rispetto all’anno precedente (760 contro 1016), ma non per un miglioramento generale delle condizioni di lavoro. Al contrario, i lavoratori hanno compreso che rivendicare i propri diritti non è proprio scontato. A confermarlo sono stati il segretario generale Cisl Monza Brianza Lecco Mirco Scaccabarozzi, Roberto Frigerio, membro della locale segreteria cislina e il responsabile dell’ufficio vertenze Antonio Mastroberti.
Lavoro, Cisl: vertenze in calo ma non è una buona notizia, «rivendicare i diritti può essere un rischio»
«Rivendicare in tribunale i propri diritti è diventato più rischioso – hanno spiegato – Anche quando la causa è molto incerta, il lavoratore sempre più spesso viene condannato a pagare le spese legali di controparte. Ciò costituisce un deterrente anche quando ci sono i presupposti, ma non ci sono abbastanza prove. Il lavoratore preferisce accettare un accordo al ribasso pur di chiudere il contenzioso. Tra l’altro, anche i tempi lunghi del Tribunale di Monza scoraggiano a intentare una causa».
Lo scorso anno l’ufficio vertenze della Cisl MB Lecco ha assistito 3.140 lavoratori (di cui 2.093 in provincia di Monza) recuperando per i propri assistiti 7.211.967 euro, dei quali 4.807.978 euro sul territorio brianzolo. Gli esponenti sindacali hanno ammesso che «sono numerose le denunce di ambienti di lavoro tossico. Tante persone si “ammalano” di lavoro in aziende molto diverse da loro, dalle più piccole a quelle più strutturate».
Lavoro, Cisl: vertenze in calo ma non è una buona notizia, settori e contenziosi
Il maggior numero di contenziosi si concentra nel settore dei servizi, nelle aziende metalmeccaniche, nei settori tessile – chimico, dell’edilizia e dei trasporti. Nella ristorazione c’è sempre molto lavoro grigio, con qualche lavoratore in nero. Nel settore dell’edilizia, invece, spesso i lavoratori vengono pagati a giornata in cantieri dove sono presenti una miriade di aziende tra appalti e subappalti.
Nei trasporti, vista la carenza di autisti, i lavoratori spesso concordano verbalmente delle retribuzioni mensili nette più alte dei minimi contrattuali che poi vengono meno nel momento in cui il rapporto si incrina.
In generale, i contenziosi riguardano prevalentemente il recupero crediti, ma sono emerse nuove tipologie di vertenze: casi di malattie professionali per le quali sono state avanzate richieste di risarcimento danni; casi di discriminazione per differenze salariali oltre che per progressioni di carriera. In crescita i casi di molestie nei luoghi di lavoro. Tante anche le dimissioni volontarie.
Lavoro, Cisl: vertenze in calo ma non è una buona notizia, le dimissioni
Nel 2025 l’ufficio vertenze cislino ha assistito 1.123 lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni, con una leggera riduzione rispetto all’anno precedente (1237). Il 43% dei dimissionari aveva tra i 30 e i 50 anni mentre il 23% tra i 18 e i 30 anni. Il settore con un maggior numero dimissioni è quello dei servizi seguito quello dei metalmeccanici. Numerosi anche i lavoratori delle agenzie di somministrazione che si dimettono per essere assunti direttamente dalle aziende.