Giussano, addio ad Aldo Tassi, uomo del fare e della Brianza

Da un distributore di benzina al sogno T Settanta
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T Settanta è stata il capolavoro della vita di Aldo Tassi

Ci sono persone che costruiscono aziende. E uomini che costruiscono un’epoca. Aldo Tassi apparteneva a quest’ultima categoria. Con la sua scomparsa la Brianza perde uno dei protagonisti di quella stagione irripetibile in cui il lavoro, il coraggio e l’intuizione trasformavano un ragazzo qualunque in un capitano d’impresa. Grande e grosso con un cuore altrettanto enorme.

Lutto: la storia di un uomo sempre in movimento

La sua storia sembrava uscita da un romanzo del dopoguerra. Da giovanissimo lavorava in una pompa di benzina, imparando il valore della fatica e della costanza, quando il futuro era tutto da inventare. Dai tappini delle gomme che rifilava ai clienti ignari di averli “persi” al capitano d’impresa. Da quel distributore anonimo di una città di periferia iniziò un cammino fatto di sacrifici, rischio e determinazione che lo avrebbe portato a fondare la T Settanta, azienda destinata a diventare uno dei nomi più prestigiosi dell’industria del mobile, un autentico vanto della Brianza quando il distretto del legno-arredo dettava legge sui mercati italiani ed esteri. Ma Aldo Tassi non era soltanto l’imprenditore. Era un uomo curioso, capace di guardare oltre il bilancio di un’azienda. Amava fermarsi a conversare, ascoltare, confrontarsi. Chi entrava nel suo ufficio difficilmente ne usciva senza aver parlato non solo di lavoro, ma anche di cultura, di bellezza, di ciò che rende più ricca una vita. L’arte occupava un posto speciale nei suoi interessi. Collezionava quadri con la stessa passione con cui aveva costruito la sua impresa e, spinto da un’autentica sensibilità per il bello, arrivò persino ad acquistare una litografia destinata a realizzare incisioni rarissime, testimonianza di un amore sincero per le opere d’arte e per tutto ciò che custodisce il valore del tempo.

Lutto: intraprendenza ed amore per il lavoro i suoi valori

Era uno di quegli imprenditori che non hanno mai smesso di sentirsi operai del proprio sogno. Il lavoro era disciplina quotidiana, presenza, esempio. Fino agli ultimi giorni continuava a progettare il futuro con lo stesso entusiasmo degli inizi, senza dimenticare le proprie radici e quel percorso che lo aveva portato a conquistare, passo dopo passo, un posto nella storia economica della Brianza. Oggi resta il vuoto lasciato da un uomo che ha saputo trasformare il talento in impresa e l’impresa in identità. Resta soprattutto un’eredità fatta di passione, intraprendenza e amore per il lavoro: valori che hanno reso grande un territorio e che continueranno a raccontare, anche domani, la storia di Aldo Tassi.

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.