«Peccato essere dovute scappare di corsa, per quel poco che abbiamo visto è stato un bellissimo concerto». Ada Rosafio, imprenditrice monzese, vicepresidente di Confesercenti Milano, era tra i 78mila che sabato 18 luglio si trovavano all’Ippodromo di Milano per la seconda data della tappa italiana del tour internazionale di Bad Bunny. A fare scappare è stata la tempesta prima e la grandine poi che per mezz’ora si sono abbattute su Milano.

Sotto la grandine al concerto di Bad Bunny: alla partenza da Monza nessuna allerta meteo
Rosafio insieme alla figlia al fratello, le nipoti e alcune amiche delle ragazze aveva prenotato il biglietto per il concerto già lo scorso anno. «Mi figlia mi ha convinta a partecipare dicendomi che si trattava di un concerto imperdibile. Mi sono fidata pur non conoscendo l’artista e ho accettato», racconta.
Quando sono partite da Monza intorno alle 17 direzione Milano non c’era alcuna allerta meteo che potesse far pensare che di lì a poche ore si sarebbe scatenata la tempesta. «Quando siamo arrivate all’Ippodromo, con il biglietto per un posto nel prato, c’era già moltissima gente, la maggior parte di loro era lì dal primo pomeriggio per aggiudicarsi i posti migliori».
Alle 19 la serata ha preso il via con la musica del gruppo di supporto che ha accompagnato l’attesa dell’artista portoricano che si è presentato sul palco intorno alle 20.20.

Sotto la grandine al concerto di Bad Bunny: verso le 21 ha iniziato a piovere, prima una interruzione e poi lo stop
Verso le 21 ha iniziato a piovere. «All’inizio grossi goccioloni che sono stati accolti con favore dal pubblico accaldato, ma poi l’intensità delle pioggia è aumentata tanto che dagli altoparlanti ci hanno avvisati che il concerto sarebbe stato interrotto per dieci minuti in attesa che spiovesse».
Pochi minuti dopo, sotto una pioggia sempre più incessante diventata grandine lo spettacolo è stato definitivamente interrotto.
«I ragazzi hanno iniziato a correre verso le uscite. Noi abbiamo trovare riparo dalla grandine, grande come noci, sotto un telo di plastica ma intanto cercavamo di arrivare verso l’uscita dell’Ippodromo. Peccato che il prato nel frattempo fosse già un pantano di fango e melma. Il timore era che qualcuno potesse scivolare sul fango ed essere schiacciato dalla folla – continua Rosafio – Io, mia figlia e le altre ragazze ci siamo presi per mano per non perderci anche perché non c’era campo dentro l’Ippodromo, i telefonini non funzionavano».
Sotto la grandine al concerto di Bad Bunny: «Non abbiamo ricevuto molte indicazioni verso l’uscita»
La grandine si è placata dopo circa dieci minuti mentre la pioggia ha continuato a cadere violenta per quasi mezz’ora. «Mentre uscivamo dall’Ippodromo e poi quando correvamo verso la fermata della metropolitana moltissimi dei ragazzi che erano al concerto con noi hanno continuato a cantare e poi ancora quando eravamo dentro le carrozze della metro. Sono convinta che questo clima di festa, nonostante la tempesta, abbiamo evitato che si diffondesse il panico e che potesse capitare qualcosa di pericoloso. Non abbiamo ricevuto molte indicazioni mentre raggiungevamo l’uscita, c’erano le forze dell’ordine, le ambulanze ma vista la situazione e il tipo di evento avrebbero potuto gestire in maniera più organizzata l’uscita dall’Ippodromo in caso di emergenza. Per quel poco che ho visto è stato un bel concerto, peccato sia finito troppo presto».