Parco di Monza: un’immersione digitale nella storia dei Giardini

Una app Android e iOs per rivedere anche dal vivo com'erano fatti i giardini arciducali, esistiti fino al 1971, in una filologica ricostruzione storica.
I Giardini reali di Monza nell'app "Giardini parlanti"
I Giardini reali di Monza nell’app “Giardini parlanti”

Si chiama “Giardini parlanti” ed è una nuova app presto disponibile per Apple e Android che racconta i giardini reali di Monza come erano all’epoca di Ferdinando D’Asburgo. Sono i giardini perduti, quelli progettati dal Piermarini tra il 1777 e il 1791, un cantiere iniziato insieme a quello della villa arciducale. I giardini del Piermarini sono giardini formali, con parterre, terrazze, balconate, statue e giochi d’acqua, un labirinto, un giardino lunare, un roccolo, perfino un naviglio navigabile dove per la festa d’inaugurazione della Villa, nell’aprile 1782, un ensemble di musici accompagnava la passeggiata degli arciduchi e i loro illustri ospiti: il Granduca di Russia e la moglie Sofia Dorotea di Wüttemberg.

Parco di Monza: nei Giardini arciducali esistiti fino al 1791

I Giardini reali di Monza nell'app "Giardini parlanti"
I Giardini reali di Monza nell’app “Giardini parlanti”

Dell’esistenza di questi giardini si ha avuto certezza qualche anno fa, dopo gli studi e la pubblicazione del volume di Pierluigi Tagliabue “I giardini arciducali di Monza” che, mettendo a confronto i registri di cassa e le tavole del Piermarini, ha dimostrato che l’opera da progetto era diventata realtà tra il 1777 e il 1791. Gli studi, le tavole, le ricostruzioni in 3D , un grande lavoro a cura del Centro documentazione residenze reali lombarde è stato la base per una nuova app che sarà disponibile a giorni e anche per un podcast già a disposizione su Spotify (basta cercare “Giardini parlanti”). Il lancio è avvenuto in occasione della mostra “Le immagini della fantasia” in corso al Belvedere della Reggia.

Parco di Monza: il progetto digitale per la storia dei Giardini

«Il tema della mostra – spiega l’assessore alle biblioteche Viviana Guidettiè l’intreccio tra arte e natura. Così abbiamo pensato all’idea di una mostra nella mostra e ci è venuto spontaneo, affacciandoci alle finestre del Belvedere, di parlare della storia dei giardini reali». In mostra dunque il visitatore ha la possibilità di conoscere l’affascinante storia dei giardini che circondano la reggia e poi potrà proseguire con una visita “en plein air” accompagnato dalla app e dal podcast. «Inizialmente si era pensato all’installazione di pannelli didattici nei giardini – prosegue Guidetti – ma la Soprintendenza non era d’accordo. Così abbiamo optato per una app e un podcast che i visitatori potranno ascoltare mentre passeggiano nei giardini in totale autonomia. Il tutto è stato reso possibile grazie al finanziamento ottenuto dalla Bcc di Carate e Treviglio che ha sostenuto l’iniziativa che resterà a disposizione dei visitatori per sempre».

Parco di Monza: com’erano fatti i Giardini arciducali

I Giardini reali di Monza nell'app "Giardini parlanti"
I Giardini reali di Monza nell’app “Giardini parlanti”

Dal proprio telefono, il visitatore può organizzare un tour dei giardini in diverse tappe. Dopo una breve introduzione sulla storia dei giardini, sulla committenza e sul progetto del Piermarini, ci si può addentrare nel verde per vedere la ricostruzione del piccolo parterre, del grande parterre e del giardino all’inglese, dell’affascinante giardino lunare che conduceva verso la strada per Monza (il viale che oggi attraversa i boschetti reali intitolato ad Eugenio di Beauharnais).

Tramite lo schermo del telefonino si può immaginare di essere sulla grande terrazza, di ammirare il giardino alla genovese ornato da statue e fontane che sorgeva dove ora c’è il grande prato sul retro della Villa. Le immagini in 3D permettono una visione a 360 gradi e una visita che permette di confrontare i giardini di oggi, modificati proprio con l’avvento dei francesi e di Eugenio di Beauharnais, con quelli formali che facevano di Monza una piccola Versailles.

L'autore

Il primo articolo a 13 anni e non ho più smesso. Al Cittadino dal 1992 ho scritto po’ di tutto con un amore incondizionato per Parco e Villa reale. Leggo molto e sono nella giuria del Premio Brianza.
Mi piace raccontare storie e possibilmente buone notizie. Le mie buone notizie sono i miei quattro figli e la nipotina!