«Scrivo per passione. Ho scelto di pubblicare questo libro per ricordare persone che rischierebbero di cadere nel dimenticatoio, se qualcuno non tramandasse la loro storia». Gigi Baj, già insegnante all’istituto Levi di via Briantina e storico collaboratore del quotidiano “Il Giorno”, inquadra così “La Brianza torna a raccontarsi”, sua ultima fatica editoriale, autoprodotta, che presenterà sabato 9 maggio, alle 17, nella sala Minoretti di via Cavour 25 a Seregno, rispondendo alle domande di Maurizio Losa. «Penso per fare un esempio -prosegue- a Mario Uberti, che tanto ha dato allo sport seregnese, con impegno e denaro, ma anche ad Umberto Trabattoni, primo presidente a portare il Seregno calcio in serie B, cui si deve la costruzione dello stadio Ferruccio. Ma penso anche ad un uomo come Gino Turati, che ha consumato un paio di Lambrette, per seguire il suo ciclismo».
Editoria: la pubblicazione spazia in settori molteplici
L’elenco potrebbe far pensare che l’argomento principale del testo sia lo sport, ma in realtà non è così: «Lo sport è anzi marginale. Pagina dopo pagina, si trovano le vicende di artisti, musicisti, religiosi, imprenditori, personaggi comuni. Giusto per incuriosire il potenziale lettore, cito Pierluigi Ghianda di Bovisio Masciago, la cui bottega di ebanista era frequentata dai più grandi stilisti ed architetti, che mi ha sempre ricevuto con affetto, ed i medici Claudio Manzini e Norberto Confalonieri». La pubblicazione rientra in un filone preciso, che offre una vetrina al territorio: «Si tratta del quarto volume della serie, il terzo che racconta a livello generale la Brianza, dopo il primo incentrato sulla boxe. In totale, ho parlato di circa trecento personaggi, settanta dei quali in questo libro. Stavolta ho anche previsto una galleria fotografica, con immagini di coloro che ho incontrato nel mio cammino. Come sempre, l’ultimo capitolo è particolare. Nel primo testo sulla Brianza, ho ricordato il mio amico fotografo Attilio Pozzi, nel secondo la classe quinta B del liceo Frisi di Monza, dove cominciai la mia attività di giornalista, stavolta invece mi sono concentrato sul cardinale Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano tra il 1963 ed il 1979. Colombo era molto amico di mio zio, padre Ferdinando Baj, e veniva spesso a San Salvatore a trovare mia nonna, che si chiamava Maria come sua mamma. La prima volta che arrivò da arcivescovo, in molti notarono la macchina parcheggiata all’esterno del cortile e tutto l’abitato circostante scese in strada per salutarlo».
Editoria: il grazie a Liviano Riva per la copertina
La chiosa si traduce in un grazie: «Lo rivolgo a Liviano Riva, illustratore di spessore e prestigioso, che ha disegnato la copertina. La trovo davvero bellissima». Il volume sarà disponibile nelle edicole di via Parini e piazza Cabiati.