Vimercate: i lavoratori dell’arte contro i volontari per la mostra al Must

Polemica di un'associazione di lavoratori del settore sulla mostra di Raffaello attesa dalla fine di ottobre a Vimercate.
Il Must di Vimercate
Il Must di Vimercate

Per esporre un capolavoro di Raffaello servono prestiti assicurati, trasporti specializzati e campagne di comunicazione. Per far funzionare la mostra La Grande Arte in Brianza 2026, annunciata come evento di rilevanza nazionale, secondo il Comune di Vimercate e la Fondazione Costruiamo il Futuro che la promuovono, bastano invece i volontari”.
Entra a piedi pari sulla mostra di Raffaello attesa dalla fine di ottobre a Vimercate, l’associazione “Mi riconosci?”, che da oltre dieci anni difende le professioni del settore.

Vimercate: i lavoratori dell’arte contro i volontari per la mostra al Must, le motivazioni dell’associazione “Mi riconosci?”

Con referenti in tutta Italiana, la realtà è nata “nel novembre 2015 dall’intuizione di un gruppo di studenti e giovani professionisti legati alla galassia dell’organizzazione studentesca Link-Coordinamento Universitario. Il movimento nasce come campagna sull’accesso alle professioni dei beni culturali e sulla valorizzazione dei titoli di studio del settore”. E allora bibliotecari, archeologi e archivisti, antropologi, storici dell’arte, uniti per difendere la professionalità di chi è esperto e non viene riconosciuto. Come nel caso della mostra di Vimercate, dicono, dopo avere appreso dell’appello del Comune che cerca volontari per l’apertura della mostra.

La mostra si terrà al Must – Museo del territorio vimercatese dal 30 ottobre all’11 dicembre 2026 e sarà aperta tutti i giorni, dalle 9 alle 19. Ma invece di assumere lavoratrici e lavoratori della cultura, il Comune ha pubblicato un avviso per reclutare volontari civici. Per essere impiegati dovranno presentare domanda, sostenere un colloquio motivazionale, partecipare obbligatoriamente a un incontro di formazione e seguire un corso sulla sicurezza. In cambio svolgeranno gratuitamente mansioni ordinarie di accoglienza e assistenza alla fruizione della mostra: controllo dei biglietti, gestione dei flussi, accoglienza, presidio delle sale e illustrazione del percorso di visita. Il bando prevede perfino la possibilità di estendere l’incarico a future iniziative culturali”.

Vimercate: i lavoratori dell’arte contro i volontari per la mostra al Must, «una scelta politica»

Insomma: c’è chi ne sa (e andrebbe pagato) e ci sono i volontari, gratis. «È un messaggio devastante – dichiara Lisa, storica dell’arte e attivista dell’associazione Mi Riconosci? – Si investono risorse per promuovere il territorio attraverso la cultura, ma si pretende che la cultura funzioni grazie al lavoro gratuito. Il volontariato è una risorsa preziosa quando affianca il lavoro; quando lo sostituisce, diventa semplicemente lavoro gratuito. Ed è inaccettabile che questo avvenga per iniziativa di un’amministrazione pubblica. Siamo di fronte a una precisa scelta politica».

L’associazione mette nel mirino anche la Fondazione Costruiamo il futuro fondata dal deputato Maurizio Lupi, sostenendo che “da anni costruisce la propria presenza sul territorio attraverso l’erogazione di contributi e grandi eventi, finanziata da una rete di imprese private sulla cui trasparenza la stampa nazionale ha sollevato più di un interrogativo. Una fondazione che dichiara di voler promuovere la cultura ma che, al tempo stesso, rivendica il coinvolgimento di centinaia di volontari nelle precedenti edizioni della manifestazione. Un modello che sembra considerare il lavoro culturale un costo da azzerare”. La richieste: ritirare immediatamente l’avviso e di garantire che tutte le attività necessarie allo svolgimento della mostra siano affidate a personale regolarmente retribuito, nel rispetto delle professionalità del settore.

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