Avrebbero perpetrato truffe in tutta Italia con centinaia di vittime, anche residenti a Monza e in Brianza, e un bottino milionario: dopo le indagini delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova la Procura della città veneta ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di sei persone, ritenute componenti della associazione a delinquere – radicata nel padovano ma attiva in numerose località del territorio nazionale – finalizzata a commettere, nel settore delle vendite “porta a porta”, una serie indefinita di estorsioni e truffe a donne anziane. Il provvedimento fa seguito alle misure cautelari disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Padova che aveva ordinato, nei confronti dei presunti capi e dei promotori dell’organizzazione delinquenziale, cinque misure cautelari personali (di cui una in carcere e due degli arresti domiciliari) e il sequestro preventivo del profitto del reato per 2,5 milioni di euro.
Proprio nel corso dell’esecuzione delle misure cautelari e dei contestuali provvedimenti di sequestro e perquisizione, nel gennaio scorso, e “alla luce dell’esame delle prove digitali e documentali cautelate e di ulteriori testimonianze acquisite da altre vittime” dicon le fiamme gialle, “era stato possibile consolidare un rilevante quadro indiziario, consentendo così di confermare le originarie ipotesi di reato”. Il quadro accusatorio è stato confermato nel corso delle diverse istanze di riesame presentate ai Tribunali di Venezia e Padova da parte degli indagati, nei cui confronti sono stati sequestrati beni di lusso quali orologi, gioielli, capi d’abbigliamento e accessori, nonché disponibilità finanziarie e altri beni mobili e immobili.
Le indagini della Guardia di finanza e le misure cautelari: oltre mille le presunte vittime in tutta Italia
Secondo quanto ricostruito, gli indagati, attraverso elenchi nominativi comprati da altre società operanti nel medesimo settore della loro azienda, quasi quotidianamente, avvalendosi di una rete di agenti di vendita, battevano, in modalità “porta a porta” specifiche aree territoriali, già consapevoli di trovare, in alcune abitazioni, anziani, casalinghe, pensionati e persone “sole” le avrebbero costrette, “in virtù di un pregresso contratto di acquisto stipulato anni prima anche con altre imprese di vendite a domicilio”, ad acquistare articoli casalinghi, come ferri da stiro, set di pentole, materassi, topper, cuscini, lenzuola, poltrone reclinabili, dispositivi elettromedicali di magnetoterapia, “tutti prodotti presentati come di ottima qualità, ma in realtà di scarso valore”. Le anziane vittime si trovavano a dover pagare tra i 5mila e i 7mila euro e spesso erano costrette ad accendere un finanziamento. In caso di rifiuto o resistenze gli indagati avrebbero minacciato di adire le vie legali, sostenendo che il contratto di acquisto sottoscritto negli anni precedenti comportava, a loro avviso, ancora l’obbligo di ulteriori acquisti: da qui la contestata condotta di estorsione.
Più di 1200 sono risultate le vittime residenti non solo a Padova, ma anche in altre province, tra cui, principalmente, Alessandria, Ancona, Arezzo, Asti, Belluno, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Como, Cremona, Cuneo, Ferrara, Firenze, Forlì Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Lecco, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Milano, Modena, Monza-Brianza, Novara, Parma, Pavia, Perugia, Pesaro-Urbino, Piacenza, Pordenone, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Savona, Siena, Sondrio, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vicenza.
I profitti delle condotte criminali, derivanti da ricarichi fino all’800% sui prodotti venduti e dalle provvigioni riconosciute dalle società di finanziamento per ogni singola concessione di credito al consumo, secondo quanto ricostruito dalle Fiamme gialle, avrebbero consentito ai principali indagati del sodalizio “di condurre uno stile di vita sfarzoso con vacanze da sogno, frequentazione di raffinati ristoranti, acquisti di abbigliamento ed accessori presso le più famose maison di alta moda, noleggio di autovetture di lusso quali Ferrari, Lamborghini, Bentley e Porsche”.