Ha definito la sala Var di Lissone una “bolla ovattata e lontana”, suggerendo che forse dovrebbe trasferirsi sui campi da gioco, Mauro Suma, nel suo editoriale “Di Paolo protagonista, tanto il Var sta a Lissone” apparso domenica 30 novembre su milanistichannel.com, dopo Milan-Lazio giocata nella serata di sabato 29.
Il riferimento è soprattutto a un rigore non concesso alla Lazio dall’arbitro Giuseppe Collu, a San Siro, e ad Aleandro Di Paolo “abbastanza unanimemente definito il miglior varista d’Italia”, scrive Suma.

Calcio serie A, l’editoriale di Mauro Suma dopo Milan-Lazio e il ruolo del Var
Secondo l’editorialista, Di Paolo, durante il match andato in scena sabato sera a San Siro, avrebbe manifestato un presunto “protagonismo”, togliendo ad esempio un calcio d’angolo ai rossoneri, nel primo tempo, non intervenendo per un cartellino giallo che, a parere di Mauro Suma, sarebbe dovuto essere rosso per un fallo de laziale Romagnoli sul milanista Saelemaekers (con tanto di precedente, sempre secondo il giornalista, in Milan-Lazio, a marzo, “azione simile su Isaksen” con espulsione del rossonero Pavlovic), ma soprattutto nel finale, quando Collu, sul campo, non ha ravveduto le condizioni per concedere un penalty alla Lazio dopo che il pallone, in area, è stato deviato da un braccio di Pavlovic, in marcatura sul biancoceleste Marusic, “ma ha dovuto concedere il “braccio fuori sagoma” alla pressione del Var” scrive Suma. Che aggiunge: “L’arbitro però, reattivo è uscito dall’angolo pescando un improbabile fallo di Marusic su Pavlovic, una mossa di buon senso, anche se a sua volta volta criticabile”.
“Lissone – conclude – stava per calare dall’alto, il suo peso, sulla partita (…) Se fosse in campo avvertirebbe di più le situazioni vere, l’atmosfera vera della partita. E dunque potrebbe prendersi responsabilità diverse rispetto a quanto accade nella bolla ovattata di Lissone”.
Intanto, i vertici arbitrali hanno promosso il direttore di gara – anche in riferimento al rigore non concesso, decisione ritenuta giusta – e bocciato il Var Di Paolo (verrà fermato) che non doveva richiamare l’arbitro davanti allo schermo rischiando di indurlo in errore. Sempre secondo i responsabili arbitrali, sempre i occasione del penalty negato, non c’era nemmeno fallo per il Milan: si doveva ripartire da un calcio d’angolo.