C’è anche un team della Società italiana di psicologia dell’emergenza Sipem SoS Lombardia odv accanto ai familiari dei sopravvissuti alla strage di Crans-Montana, in Svizzera, dove, nella notte tra il 31 dicembre e l’1 gennaio, un incendio ha distrutto un locale durante una festa di Capodanno cui partecipavano numerosi giovanissimi. Le autorità elvetiche parlano di “Almeno 40 vittime”.
Tra loro, insieme a Roberta Brivio, presidente di Sipem Sos Lombardia, anche Daniela Longoni, psicologa dell’età evolutiva e psicoterapeuta cognitivo comportamentale, membro dell’associazione Il Veliero di Monza.
Strage di Crans-Montana, professioniste mobilitate negli ospedali lombardi e con i familiari in attesa di notizie
“Fin dalle prime ore dell’alba del 2 gennaio le nostre professioniste sono state mobilitate per garantire un intervento di sostegno emotivo, di ascolto e contenimento del trauma sia presso le strutture ospedaliere lombarde che stanno accogliendo i feriti, sia nei punti di raccolta e informazione per i familiari in attesa di notizie”, fanno sapere dall’associazione. Sul campo impegnate in queste ore oltre a Brivio e Longoni anche Anna Rosa Moro e Caterina Montalbano.
Un lavoro fondamentale e delicatissimo quello che le professioniste della Sipem SoS Lombardia stanno affrontando in queste ore, a ridosso della tragedia di capodanno, nella quale, secondo fonti della Farnesina, risulterebbero coinvolti anche diversi ragazzi italiani. Al momento sarebbero sei i giovanissimi connazionali dispersi e tredici gli italiani rimasti feriti nel rogo del locale Le Costellation di Crans-Montana.
Strage di Crans-Montana, la presidente Sipem SoS Lombardia: “Un aiuto a orientarsi nel dolore”
“L’intervento degli psicologi dell’emergenza ha l’obiettivo di accompagnare, con competenza e umanità, le persone esposte a eventi critici, aiutandole a orientarsi nel dolore improvviso e a prevenire l’insorgenza di reazioni traumatiche acute“, spiega la presidente Brivio. Sipem SoS Lombardia odv, che è parte integrante del sistema di Protezione civile, è da anni impegnata nel garantire supporto psicologico nelle emergenze collettive, “convinta che la tutela della salute mentale sia componente essenziale della risposta umanitaria – concludono le psicologhe impegnate sul campo in questo momento -. Confermiamo la nostra volontà a restare accanto, in modo professionale e rispettoso, a chi si trova ora ad affrontare il difficile cammino del lutto e della ricostruzione emotiva”.