Una normale uscita di routine, per un allarme antincendio, si è trasformata sabato 31 gennaio in un’operazione di contrasto al lavoro nero per la Polizia locale di Seregno. Gli agenti del corpo comandato da Umberto Trope sono intervenuti nella zona di Sant’Ambrogio, a supporto di una squadra dei vigili del fuoco. Qui è stato scoperto che l’allarme non segnalava un incendio attivo, ma durante le procedure per la messa in sicurezza e la verifica dei locali, gli operatori hanno riscontrato opere di ristrutturazione edili in corso al primo piano dell’immobile. Così, mentre il personale identificava i responsabili del cantiere e dell’azienda committente, i vigili del fuoco, ispezionando l’area, hanno individuato due uomini nascosti in un bagno, nel tentativo di eludere i controlli.
Polizia locale: individuati due lavoratori irregolari
Gli approfondimenti hanno consentito di accertare che i due soggetti, padre e figlio, albanesi regolarmente residenti sul territorio nazionale, stavano eseguendo lavori di rimozione delle piastrelle e di demolizione. I due hanno dichiarato di essere stati ingaggiati per una sola giornata e pagati in contanti, circostanza che configura una violazione delle norme sul lavoro. Dalle successive verifiche incrociate, è emerso che uno dei due lavoratori risultava privo di occupazione, mentre l’altro, regolarmente assunto in una ditta esterna, non ha saputo giustificare la sua presenza. Nel piano interrato, inoltre, è stato rinvenuto un autocarro carico di macerie edili, riconducibili alle opere del piano superiore.
Polizia locale: scattata una segnalazione all’ispettorato del lavoro
Alla luce di questi fatti, la Polizia locale ha contestato la violazione delle normative sul lavoro, il cosiddetto Jobs Act, accertando la natura subordinata ed irregolare del rapporto. Poiché al momento dell’ispezione la totalità della manodopera operativa sul posto era irregolare, è scattata la segnalazione all’ispettorato del lavoro dell’area metropolitana di Milano, per l’adozione dei provvedimenti di competenza, che possono includere la sospensione dell’attività imprenditoriale, oltre all’invito a regolarizzare le posizioni contributive ed a sanzioni amministrative per circa 8mila euro.