Un riconoscimento per il suo percorso professionale ha regalato un sorriso poco prima di Natale al seregnese Vincenzo Marinucci, che a Milano, nell’auditorium del terzo reparto mobile della Polizia di Stato, ha ricevuto una targa in segno di stima e riconoscenza da parte della sezione di Milano, intitolata a Mario Benedettis, dell’Associazione nazionale della Polizia di Stato. La consegna è avvenuta in occasione dell’evento musicale “RaccontaMina”, scritto ed interpretato da Manuela Piras, che ha avuto come ospite d’eccezione Fausto Leali.
Polizia di Stato: la motivazione del riconoscimento

In questa sede, alla presenza del dirigente del reparto Paolo Barone, è stato Carmine Abagnale, presidente della sezione, a consegnare a Marinucci il riconoscimento. «Al Consigliere A.N.P.S. Vincenzo Marinucci -recita la motivazione-, già Ispettore Superiore della Polizia di Stato, che con dedizione, coraggio e senso del dovere ha servito il Paese nella Polizia di Stato e, anche dopo il pensionamento, ha continuato a essere esempio di impegno e valori attraverso l’Associazione Nazionale della Polizia di Stato di Milano. Con profonda stima e riconoscenza». Con Marinucci, che è stato il primo coordinatore del gruppo seregnese della protezione civile, sono stati premiati anche Michele Schettino, volontario della protezione civile di Segrate, ed Emilio Corazzari, coordinatore del gruppo volontari della protezione civile dell’Associazione nazionale della Polizia di Stato di Milano.
Polizia di Stato: la felicità di Vincenzo Marinucci
Inevitabile è stata al termine l’emozione per Marinucci: «Sono profondamente onorato di aver ricevuto questo gradito riconoscimento. Il servizio reso agli altri è sicuramente la ricompensa più grande, ma questa testimonianza è davvero incoraggiante. Se in questi anni ho potuto gestire e seguire in modo continuativo l’attività lavorativa e successivamente, una volta in quiescenza, il volontariato, devo dire grazie alla mia famiglia ed in particolare a mia moglie Tina, che non si è mai lamentata delle mie continue e lunghe assenze, supportandomi senza mai brontolare e spronandomi a fare sempre meglio».