Raddoppiamento del Pronto soccorso di Desio: vietato perdere tempo. Perfino ad agosto. Pochi giorni dopo Ferragosto, nell’aula magna dell’ospedale di Desio, si è tenuta una conferenza di servizi decisiva per il piano di ampliamento del Pronto soccorso.
Un progetto atteso per il Ps che – con una media di 180 accessi al giorno e 65mila all’anno – è considerato il più affollato in Brianza dopo quello dell’Ospedale San Gerardo di Monza.
Ospedale di Desio: raddoppiamento del Pronto soccorso, la conferenza di servizi
Nel corso del vertice al quale hanno partecipato il Dg di Asst Brianza, Carlo Tersalvi, i dirigenti dell’Ospedale di Desio, Francesco Sicurello e i rappresentanti del Cobac – sono stati messi nero su bianco i contenuti del nuovo edificio ma anche quelli della nuova viabilità di accesso.
Decisivi i prossimi passi, previsti in autunno: la stipula di un’intesa tra Asst, Comune di Desio, Provincia di Monza, Parco Grubria, per stendere una variante urbanistica al Pctp e al Pgt. Delicato sarà poi il perfezionamento degli atti di acquisto dei terreni di proprietà di privati sui quali sarà costruito il nuovo edificio. Una prima acquisizione di terreni era stata completata all’inizio del 2025 per riuscire a realizzare la nuova strada di accesso al Pronto soccorso. Complessa la procedura di acquisto dei 3.420 metri quadrati di terreni dai 38 proprietari, sui quali realizzare la nuova struttura sanitaria, suddivisa in 7 lotti.
Ospedale di Desio: raddoppiamento del Pronto soccorso, atteso da vent’anni
Atteso da vent’anni, il nuovo polo d’urgenza dovrebbe essere completato per il 2027. Regione Lombardia ha già finanziato un primo lotto di 16 milioni di euro su un investimento complessivo di 70 milioni. Le dimensioni saranno più che raddoppiate: da 900 metri quadrati a 2mila, con spazi nuovi e nuovi parcheggi. Il nuovo fabbricato sarà di tre piani, di cui uno interrato e due fuori. Al piano meno uno ci saranno i servizi tecnici, gli spogliatoi e i magazzini, al piano terra il nuovo pronto soccorso e al primo è previsto l’ampliamento dell’attività coronarica e della rianimazione.