Una casa acquistata all’asta ma ancora occupata, una richiesta di pagamento Imu da parte del Comune al nuovo proprietario, un sogno che si trasforma in una vera e propria odissea burocratica e giudiziaria, e una sentenza ribaltata grazie ad un appello alla Corte di Giustizia Tributaria. È destinata a fare giurisprudenza la vicenda che vede come protagonisti un muggiorese, il Comune di Muggiò e un commercialista di Concorezzo, e che inizia con l’acquisto ad un’asta giudiziaria proprio nel nostro comune di una casa, dove per molto tempo il cittadino non è potuto entrare.
Muggiò: compra casa all’asta ma è occupata, com’è andata
Cosa è accaduto? La vicenda comincia nel 2023 con un avviso di accertamento per il pagamento integrale dell’Imu relativa all’anno 2020, che l’acquirente si vede recapitare alla sua casella di posta nonostante la casa fosse rimasta di fatto occupata dai precedenti abitanti, impossibilitati a rilasciarla spontaneamente anche a causa, in quel momento storico, delle restrizioni legate all’emergenza pandemica, sebbene l’abitazione fosse già stata aggiudicata e trasferita con decreto del Tribunale di Monza nel febbraio dello stesso anno.
Così il nuovo proprietario, non potendo entrare in possesso dell’immobile fino al rilascio avvenuto nel novembre del 2020 a seguito di una procedura esecutiva ad hoc «si era visto respingere il primo ricorso dai giudici tributari di primo grado di Milano. La motivazione iniziale seguiva un orientamento giurisprudenziale piuttosto rigido, ovvero che la tassa sulla proprietà è dovuta in base alla titolarità del diritto reale, a prescindere dal godimento effettivo o dalla redditività del bene».
A questo punto il cittadino si è rivolto a Riccardo Mauri, dottore commercialista di Concorezzo, che lo ha assistito dal punto di vista tecnico, indirizzandolo a presentare appello alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia, dove i due hanno ottenuto una vittoria destinata a fare scuola. I giudici regionali, infatti, hanno ribaltato la decisione precedente richiamando i principi espressi dalla Corte Costituzionale in materia di immobili occupati abusivamente: «È un caso che fa scuola, perché viene valutata non la proprietà, ma la disponibilità della stessa – ha spiegato Mauri – Pretendere il pagamento dell’Imu da parte del proprietario che sia stato spogliato del possesso e si sia attivato per rimuovere l’illegittimità (in questo caso promuovendo un’azione legale per liberare l’immobile), infatti, viola il principio costituzionale della capacità contributiva. La proprietà, in quel periodo di temporaneo spossessamento, non costituisce infatti un indice reale di ricchezza».
Muggiò: compra casa ma è occupata, atto comunale annullato
In questo modo la pronuncia della Corte tributaria lombarda estende di fatto una tutela fondamentale: non fa differenza che il proprietario si sia attivato con una denuncia penale o, come nel caso seguito dal commercialista di Concorezzo, attraverso un’azione esecutiva in sede civile per rientrare in possesso del bene: «Ciò che conta – prosegue Mauri – è l’antigiuridicità della situazione subita e la tempestiva reazione per rimuoverla. Per questo la sentenza definitiva del 2024 è diventata norma». Così anche l’atto impositivo emesso dal Comune di Muggiò è stato annullato.