Monza, stop in commissione al progetto ex Pagnoni: «Torri troppo alte»

Una pressa del 1910 della Fratelli Pagnoni sarà esposta nell'aiuola di via Sempione. Intanto per il progetto immobiliare altro stop in Commissione.
Il progetto per l'ex Pagnoni di Monza
Il progetto per l’ex Pagnoni di Monza

Una pressa per la spremitura delle olive realizzata nel 1910 nelle officine di via Mentana della Fratelli Pagnoni ricorderà un capitolo importante della storia di Monza: il macchinario, del valore di quattromila euro, sarà donato alla città da uno dei titolari dell’azienda che ha da tempo spostato la sede ad Aicurzio e sarà esposto nell’aiuola del parcheggio di via Sempione, tra il Frisi e il Mosè Bianchi, a pochi passi dallo stabilimento di via Berchet, dismesso da anni.

Monza, stop in commissione al progetto ex Pagnoni: stop in commissione paesaggio

Il recupero della ex area industriale, di proprietà di una immobiliare, pare, intanto, segnare il passo: il 27 gennaio la commissione paesaggio del Comune ha bloccato per l’ennesima volta il progetto che prevede la costruzione di quattro palazzi alti dai nove ai dodici piani, perlopiù destinati ad appartamenti, la realizzazione di una galleria coperta in una parte del padiglione principale con negozi affacciati al pianterreno e di una piazzetta che dovrebbe aprirsi a metà della via Berchet oltre la cessione al municipio di 6.500 metri quadri di aree verdi e parcheggi.

L’organismo, che lo scorso novembre ha contestato l’altezza delle torri che sovrasterebbero «decisamente la trama degli immobili» vicini, nell’ultima seduta si è concentrato sulla «massimizzazione volumetrica», sulla funzione prevalentemente residenziale del complesso e ha notato che «occorre ripensare in chiave progettuale la definizione delle aree oggi dismesse in un quadro di riconversione e di rifunzionalizzazione dei contesti territoriali secondo un rapporto dialettico con il paesaggio urbano che li genera, senza tralasciare la considerazione per i caratteri dei luoghi, il suo tessuto sociale, e il confronto con il patrimonio edilizio esistente» e ha chiesto una particolare attenzione alle «caratteristiche di qualità degli spazi aperti urbani».
Ha, quindi, invitato l’operatore a rivedere la proposta «anche eventualmente riducendo il numero dei corpi di fabbrica e concentrando il volume/superficie
» in modo da porre «al centro del progetto il disegno unitario e la qualità dello spazio pubblico, che risulta essere particolarmente “destrutturato” e frammentato anche nella componente verde».

Monza, stop in commissione al progetto ex Pagnoni: la posizione del Comune

«Sulla ex Pagnoni la discussione è ancora molto aperta – afferma l’assessore all’Urbanistica Marco Lampertici sono punti che la commissione paesaggio, autonoma e indipendente dall’amministrazione e dalla politica, ha ribadito. Apprezziamo lo sforzo dei progettisti e dell’operatore nel cercare soluzioni più allineate al contesto, ma non possiamo non riscontrare che, al di là dei diritti conferiti dal piano di governo del territorio vigente e dall’articolo 40bis della legge regionale, che concede un incremento del 15% delle volumetrie, la cubatura da gestire è importante e impattante».