Progetto ambizioso. Più che mai necessario di questi tempi e, forse proprio per questo, anche (tanto) audace. Si chiama Eie- Environmental insights explorer ed è “uno strumento disponibile gratuitamente che consente di accedere a dati e approfondimenti strategici” utili, secondo le intenzioni, “ad accelerare la transizione del mondo verso un futuro a bassa emissione di anidride carbonica”.
A proporlo è quel colosso di Google, in collaborazione con una schiera di enti e organizzazioni di caratura mondiale, che invita i changemakers di tutto il mondo a rendere “le loro comunità più sostenibili e resilienti al cambiamento climatico”. Tra le principali informazioni fornite le emissioni degli edifici e quelle generate dal settore dei trasporti, una stima del potenziale del solare sui tetti e una percentuale della copertura arborea delle zone urbane, “calcolata in base a immagini aeree e algoritmi di machine learning”.
Monza senza il Parco ha solo il 15% di alberi: i dati
Ed è proprio qui, su quest’ultimo punto, che casca l’asino (meglio: l’albero). Perché, per quanto il progetto sia in fase di definizione e di ampliamento, i dati su Monza, sebbene non aggiornatissimi (risalgono al 2023: forse, da un certo punto di vista, meglio non siano troppo aggiornati, visto l’alto numero di interventi residenziali avviati negli ultimi due anni), ci sono e mettono in evidenza alcune criticità. Ora: il sito a cui fare riferimento è insights.sustainability.google.
Digitando “Monza” nel motore di ricerca il primo dato che, nella pagina dedicata, salta all’occhio, è il 15% di copertura arborea della città, calcolato escludendo il sacro verde del parco. Google è arrivato a determinarlo allenando un particolare algoritmo di intelligenza artificiale in grado di “classificare i pixel delle immagini aeree ad alta risoluzione”. Questo 15% corrisponde a tre chilometri quadrati (abbondanti). Dai conteggi si esclude, come si diceva, il Parco, con i suoi circa sette chilometri quadrati di estensione: il 15% si calcola quindi sui 26 chilometri quadrati entro cui Monza vive.
Guardando la mappa, le aree verdi si notano soprattutto ai margini dell’abitato: nella zona di viale Elvezia, alla Taccona, lungo qualche ansa del Lambro, a Sant’Albino oltre via Adda, l’area dei boschetti reali. Per il resto il verde compare qua e là nei quartieri a macchia di leopardo (spelacchiato).
Monza, il 15% di alberi e il potenziale fotovoltaico
Certo, Milano, grande oltre cinque volte Monza, se la passa peggio: la percentuale di copertura arborea indicata è pari al 16%. Ma nessun gaudio, in questo caso, a fronte del male comune. Tornando a Monza l’altro dato su cui vale la pena riflettere è il 71% di edifici censiti come residenziali, sul totale dei 17.200 presenti entro i suoi confini. Se i tetti di tutti questi fabbricati fossero messi, per così dire, a rendita grazie all’installazione di pannelli solari, potrebbero produrre 391mila megawatt ora all’anno (calcolati in base al tempo di esposizione totale al sole, ai dati meteo, alle dimensioni del tetto e al suo orientamento).
“Stiamo cercando dei modi per aiutare le città a pianificare e misurare le iniziative per il clima”, sottolinea Google precisando di utilizzare “le informazioni disponibili nell’applicazione Maps e relative a edifici, reti stradali, traffico e immagini”: i modelli sono in costante aggiornamento e implementazione, tanto che al momento oltre ai dati su Monza sono disponibili solo poche elaborazioni a livello provinciale (ad esempio che ha destinazione residenziale il 74% dei 247mila edifici censiti), mentre ancora non compaiono dettagli su altri comuni della Brianza. Però, a voler curiosare restando nella vecchia Europa, Parigi, Londra, Dublino, Lisbona e Amsterdam sono censite, assieme a migliaia di altre città che valgono intanto almeno un viaggio virtuale.n