Monza, la polemica intorno alla morte di due senzatetto: Lega chiede le dimissioni, l’assessore rimanda al mittente

Accuse al Comune dopo la morte a Monza di due senzatetto nei giorni di grande caldo. L'assessore al Welfare replica senza giri di parole.
L'assessore di Monza Egidio Riva
L’assessore di Monza Egidio Riva Fabrizio Radaelli

Un decesso “per cause naturali” hanno detto dalla Questura a proposito di un senzatetto di 57 anni trovato senza vita nel primo mattino di venerdì 19 giugno nei giardini pubblici del Nei, centro civico comunale. Un altro senzatetto è morto invece all’ospedale San Gerardo, dove era stato ricoverato.

Monza, la polemica intorno alla morte di due senzatetto: l’assessore Riva replica a Piffere e alla Lega

«Nessuno è stato lasciato solo, nessuno è stato respinto dallo Spazio 37: di fronte alla morte di due persone che hanno vissuto per anni nella fragilità occorrerebbe rispetto e pietà. Chi usa il loro decesso per attaccare l’amministrazione è uno sciacallo».

L’assessore al Welfare Egidio Riva risponde senza giri di parole a chi, come Paolo Piffer di Civicamente e alla Lega, ha puntato il dito contro la giunta dopo la scomparsa di due senzatetto in pochi giorni.
«È inaccettabile che una persona con uno stato di salute noto venga abbandonata con le temperature attorno ai 40 gradi senza essere monitorata – ha attaccato il consigliere del Carroccio Simone Villala recente inaugurazione in pompa magna della Casa Borgazzi 67 stride in modo tragicamente beffardo di fronte a queste morti».
La segretaria cittadina della Lega Roberta Gremignani ha, invece, invitato il sindaco Paolo Pilotto a ritirare le deleghe a Riva.

Monza, la polemica intorno alla morte di due senzatetto: le storie delle persone e i progetti attuati, «ma nessuno può imporre nulla a chi decide di rifiutare l’accoglienza»

«I due uomini erano entrambi seguiti da anni dai Servizi sociali e da quelli sanitari – replica l’assessore – nessuno, però, può imporre nulla a chi decide di uscire dai percorsi o rifiuta l’accoglienza».
Per rispetto non entra nei dettagli ma, dice, non sono morti per il caldo, ma per le complicanze legate alla loro salute, compromessa anche dalle dipendenze.
«L’uomo trovato senza vita giovedì scorso – dice – due giorni prima si era rivolto al pronto soccorso del Policlinico e mercoledì sera è stato visitato ai giardini del Nei dalla nostra Unità di strada. Il secondo, invece, è deceduto al San Gerardo». Entrambi, precisa, da anni frequentavano lo Spazio 37 e l’asilo notturno di via Raiberti e il loro periodo di permanenza è stato continuamente prorogato. Poche settimane fa la persona morta su una panchina, racconta l’assessore, ha rifiutato l’inserimento in un nuovo percorso proposto dagli operatori.
Le possibilità di intervento a supporto dell’altro uomo erano ancora più complicate in quanto era uno straniero presente irregolarmente in Italia: «Con chi non ha il permesso di soggiorno – nota Rivanon si può fare nulla. Non si può trovare un lavoro né assegnare un’abitazione, si può solo garantire l’accoglienza notturna e lui da anni era inserito allo Spazio 37» e seguito dalla rete territoriale dei servizi.

L’assessore rivendica i progetti attuati dall’amministrazione Pilotto: «Abbiamo aperto Spazio 37 tutto l’anno – ricorda – abbiamo ampliato l’asilo notturno aumentando i posti da 27 a 40, abbiamo partecipato al bando Pnrr che ha consentito di realizzare Casa Borgazzi 67 con un investimento da oltre un milione di euro, abbiamo potenziato gli spazi diurni di accoglienza e il lavoro quotidiano svolto con le associazioni. Si può e si deve sempre fare di più, ma mai come in questi anni il Comune ha investito risorse, energie e progettualità sui servizi dedicati alle persone senza dimora».