Dovrà investire circa 280.000 euro per ristrutturare l’immobile e versare al Comune un canone annuale di 50.000 euro chi intende riaprire il ristorante dei Boschetti, chiuso da tempo.
Il municipio assegnerà la gestione del locale, di sua proprietà, a chi si aggiudicherà il bando per la concessione della durata di quindici anni che sarà pubblicato a breve: l’impianto della convenzione è stato approvato dal consiglio comunale al termine di un acceso dibattito.
L’atto, illustrato giovedì scorso dal vicesindaco Egidio Longoni, è stato aspramente criticato dal centrodestra che ha contestato l’importo stimato per riportare alle dimensioni originarie l’edificio costruito nel 1961 demolendo le parti più recenti: la cifra, secondo alcuni consiglieri, non sarà sufficiente e la sessantina di coperti ipotizzata non garantirà un adeguato ritorno economico.
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«Sessanta tavoli sono pochi per un ristorante in una zona così prestigiosa» ha commentato Marco Monguzzi di FdI. «Si poteva osare di più nel definire cosa si vorrebbe ottenere – ha affermato il leghista Simone Villa – temo che questa convenzione non ci porterà risultati ottimali». Martina Sassoli di Noi Moderati ha bollato il testo come un esempio di «sciatteria amministrativa e politica» e non ha partecipato alla votazione in quanto convinta che «aspetti di rischiosità o di illegittimità», tra cui la citazione errata di alcuni articoli, possano comportare la decadenza della concessione.
«Per l’amministrazione – ha incalzato – non fa differenza che al bando partecipi una grande catena o uno chef stellato: il canone è lo stesso indipendentemente dagli oneri e dalla tipologia di servizio offerto. Io avrei inserito il versamento di una percentuale sul fatturato». La Sassoli ha paragonato la delibera al progetto dei chiosconi varato dalla giunta Scanagatti, mai realizzato, finito al centro di contenziosi legali e archiviato dall’amministrazione Allevi.
«Siamo partiti dal presupposto, condiviso da tutti, del recupero di un fabbricato in una zona importante – ha detto il forzista Pier Franco Maffè – ma la convenzione presenta costi talmente impegnativi per chi parteciperà alla gara tali da creare altri pasticci. Non ci guadagnerà il pubblico, ma credo nemmeno il privato».
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«Io non ho tutta questa passione per questa delibera – ha replicato Longoni – si confondono le linee guida con il bando in cui terremo conto delle osservazioni emerse stasera». L’atto ha incassato 19 voti a favore, 7 contrari e l’astensione di Paolo Piffer di Civicamente.