Il 7 marzo inizierà il processo di beatificazione e canonizzazione di Marco Gallo, il 17enne morto nel 2011 a Sovico in un incidente stradale mentre andava a scuola, a Carate Brianza. Ne dà notizia la Chiesa di Milano che ha pubblicato l’Editto per la Causa redatto dal delegato episcopale don Marco Gianola, il delegato episcopale del processo: “Sabato 7 marzo, nella Cappella arcivescovile, l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, aprirà il processo di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Marco Gallo (1994-2011). Molto esuberante, dedito a corse e scalate, fin da bambino Marco è animato dalla ricerca dell’infinito. Il suo animo è irrequieto perché cerca Dio. Lo incontra negli anni delle scuole superiori, grazie anche all’esperienza di Gioventù Studentesca. Verso i 15-16 anni manifesta di avere finalmente raggiunto la felicità. Ogni sera legge passi della Bibbia e ogni giorno ne dà testimonianza. Partecipa alla beatificazione di Giovanni Paolo II e coglie come una risposta esistenziale l’invito del Papa a «non avere paura». Pochi mesi dopo, uscendo in moto per andare a scuola, muore investito da un’auto. La notte prima, sul muro vicino al letto, aveva scritto: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?»” .
Monza, lo studente 17enne Marco Gallo morto mentre andava a scuola
Il processo arriva dopo che l’arcivescovo di Milano Mario Enrico Delpini il 10 giugno 2024 ha accolto il Supplice Libello, presentato il 31 maggio 2024 da padre Andrea Mandonico, Postulatore “legittimamente costituito nella Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Marco Gallo”, laico adolescente. Il ragazzo, nato a Chiavari, in provincia di Genova, è cresciuto “in una famiglia unita e con solidi valori cristiani”, i genitori fanno parte del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione.
Marco nel 2007 iniziò a frequentare il liceo scientifico “Don Gnocchi” di Carate Brianza dove invitò i compagni a impegnarsi nell’aiuto scolastico a ragazzi di Biassono e Inverigo, incontri che terminano con una breve catechesi. Li invita inoltre a fare compagnia agli anziani disabili dell’Istituto don Orione di Seregno. Dal 2008 frequenta regolarmente la Scuola di Comunità di GS, “espressione del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione”. Nel 2009 la famiglia si trasferisce a Monza.
Il 5 novembre 2011 mentre stava andando a scuola Marco Gallo morì in un incidente stradale a Sovico. La sera prima sul muro della sua camera, accanto al crocifisso, aveva scritto “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”. Il 7 novembre fu celebrato il funerale nel Duomo di Monza e fu sepolto in Liguria.
Monza, la morte di Marco Gallo e il pellegrinaggio
Da allora ogni anno, il primo di novembre, si fa memoria del 17enne con un pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora di Montallegro della Diocesi di Chiavari e qualche giorno dopo nel Duomo di Monza. Il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo emerito di Milano, durante una meditazione in occasione degli Esercizi Spirituali di Avvento, predicati ai giovani della sua Diocesi il 16 novembre 2011, lo propose come esempio di vita cristiana. Il vescovo di Chiavari Giampio Luigi Devasini, si è costituito attore della causa “per ottenerne e seguirne la Beatificazione e la Canonizzazione”, secondo le norme della Santa Sede.
La Chiesa di Milano invita ora “tutti i fedeli che abbiano testimonianze significative o scritti del Servo di Dio” a presentarle – anche in fotocopia – al competente Servizio per le Cause dei Santi della Curia Arcivescovile di Milano, piazza Fontana, 2. Su mandato dell’Arcivescovo di Milano è stato pubblicato all’Albo della Curia Arcivescovile l’Editto, che rimarrà esposto per un mese e sarà riportato sulle pagine dell’inserto diocesano Milanosette, allegato al giornale Avvenire.