Resta in attesa di informazioni certe e ufficiali e osserva attentamente la situazione dopo le notizie trapelate in questi giorni anche la Cgil di Monza e Brianza che conferma, tuttavia, la sua contrarietà all’accorpamento della sede Inps di Monza con quella di Milano.
Monza e Milano che si mangia l’Inps: che cosa dice la Cgil
«Al momento non ci sono atti e comunicazioni formali in merito a una riorganizzazione dell’Inps con queste caratteristiche», commenta Walter Palvarini, segretario generale della Cgil Monza Brianza, che, però, vuole mettere subito le cose in chiaro e aggiunge: «Ma lo diciamo subito e con fermezza, siamo contrari a questa ipotesi». Per il segretario dell’organizzazione sindacale di via Premuda: «Ogni tipologia di intervento che riduce la possibilità di interlocuzione diretta con enti e istituzioni a livello locale peggiora le possibilità di far valere i propri bisogni e diritti da parte dei cittadini e da parte di chi li rappresenta la possibilità di ottenere risposte. Bisogna evitare scelte sbagliate per il territorio» E a questo proposito Palvarini ricorda anch’egli l’accorpamento avvenuto nel 2017 tra le Camere di commercio di Monza, Lodi e Milano che privò di fatto il territorio brianzolo della sua Camera di commercio che era stata istituita solo dieci anni prima nel 2007.
«Riguardo all’Inps, noi come sindacato ci siamo sempre battuti per mantenere i presidi sul territorio di Monza e della Brianza: le nostre rivendicazioni sono sempre state volte a difendere i presidi territoriali e ad acquisire la gestione diretta di tutti i servizi, come nel caso della gestione diretta dei lavoratori pubblici sul territorio, per dare una risposta più efficace ai cittadini della Brianza» conclude il segretario della Cgil territoriale.
Monza e Milano che si mangia l’Inps: che cosa dice la Cisl
Per Annalisa Caron, segretaria Cisl MB Lecco la proposta è «una vera e propria doccia fredda». La promozione dell’Inps monzese a sede provinciale autonoma nel dicembre 2009 «aveva rappresentato una significativa vittoria per il territorio e per i cittadini. Un risultato ottenuto dopo un lungo confronto grazie anche all’azione delle organizzazioni sindacali. Importate anche aver ottenuto da non più di un anno e mezzo il trasferimento della gestione pubblica delle pensioni dei cittadini della nostra provincia alla sede di Monza».
Vittorie che rischiano di essere vanificate. «L’Inps rappresenta la prima agenzia di Welfare pubblico, gestisce pratiche previdenziali e un crescente numero di pratiche assistenziali ed è fondamentale che garantisca la sua prossimità a cittadini, lavoratori e pensionati, e alle associazioni di rappresentanza, come le organizzazioni sindacali. L’autonomia e la prossimità raggiunte hanno garantito equità e tempestività nell’accesso alle prestazioni e continuità di reddito a chi si è trovato senza lavoro. Il confronto costante con i patronati e le rappresentanze sociali ha consentito la gestione e il superamento di diverse criticità a vantaggio della collettività. La presenza in provincia è importante per la restituzione dei dati che annualmente presenta. Informazioni utili alle istituzioni, ai decisori politici, alle imprese, al terzo settore per una più approfondita conoscenza del territorio e per la progettazione di politiche e servizi anche di lungo periodo. Se l’Istituto non vuole essere percepito come un ente burocratico ma come una parte attiva in un intreccio di relazioni territoriali per la crescita e il miglioramento delle condizioni della comunità, deve essere preservata la sua presenza nel territorio provinciale».
Monza e Milano che si mangia l’Inps: che cosa dice la Uil
Giancarlo Pagani, coordinatore territoriale confederale Uil sta alla finestra, in attesa di ulteriori sviluppi della proposta avanzata in seno al Comitato Inps dell’Area Metropolitana per un futuro accorpamento della sede di Monza con quella di Milano, e soprattutto aspetta notizie “ufficiali”. Ma non nasconde la sua preoccupazione e il suo sconcerto.
«Inizialmente avevo sentito solo voci di corridoio sull’operazione – afferma – ma ora pare che queste dicerie stiano prendendo fondatezza e la cosa non mi fa per niente piacere. Anzi. Sembra che se la stiano prendendo con la nostra provincia che viene sempre più depauperata, o meglio svuotata pezzo dopo pezzo». Pagani ricorda le “perdite” più illustri del territorio brianzolo (con conseguenti accorpamenti milanesi): dall’Associazione industriali alla Camera di commercio. «Sembra di ritornare indietro nel tempo, di riavvolgere un nastro che ci riporta sotto il cappello della provincia di Milano». Il coordinatore Uil sottolinea che «al posto di togliere dei pezzi bisognerebbe aggiungere qualcosa in più alla provincia di Monza e Brianza» e fa degli esempi: «Non abbiamo una sede nostra dell’ispettorato territoriale del lavoro, questura e prefettura sono sottodimensionate per la mole di lavoro che devono svolgere e adesso tocca pure all’Inps?».
Pagani ammette di non essersi ancora confrontato con le istituzioni rivelando l’intenzione di farlo al più presto per comprendere che cosa potrebbe accadere in un prossimo futuro. Nel frattempo si sta coordinando con il proprio direttivo e, passato il periodo pasquale, discuterà l’argomento in una riunione della Uil provinciale. «Dovremmo trovarci la prossima settimana – conclude – e la questione Inps sarà il problema più importante da mettere sul tavolo».