È durato, complessivamente, 66 ore e 15 minuti il dibattito per l’adozione della variante al piano di governo del territorio di Monza: il sipario sul primo atto del documento urbanistico è calato lunedì 21 settembre, alle 20.28, quando il consiglio comunale con 20 voti a favore e 10 contrari ha acceso semaforo verde al pgt illustrato dall’assessore Marco Lamperti.
Monza adotta il Pgt, obiettivo approvazione a febbraio: l’iter
La discussione, iniziata a luglio, si è articolata in venti sedute durante le quali sono stati esaminati 588 emendamenti dei 642 presentati e ne sono stati approvati 96: il percorso, ha notato la presidente dell’assemblea Cherubina Bertola, ha ricalcato quello seguito dai precedenti pgt.
Il documento, ha spiegato martedì 22 settembre Lamperti, sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione mercoledì 30 e sarà disponibile per trenta giorni, poi scatteranno i trenta giorni durante i quali associazioni di categoria, comitati, operatori e singoli cittadini potranno inviare le osservazioni che saranno analizzate dagli uffici. Entro la fine di novembre dovrebbero arrivare in Comune i pareri della Provincia e della Regione: la versione definitiva del pgt, ha ipotizzato, potrebbe approdare in giunta a metà gennaio e tornare in consiglio per l’approvazione a febbraio.
L’iter, ha proseguito, ha richiesto circa quattro anni in quanto è stato accompagnato dall’aggiornamento di alcuni piani, tra cui quello del reticolo idrico minore, vecchi di vent’anni.
Monza adotta il Pgt, obiettivo approvazione a febbraio: le salvaguardie
Martedì sono scattate le salvaguardie e i progetti edilizi che saranno presentati d’ora in poi dovranno seguire le regole del nuovo documento.
«Abbiamo cercato di dare risposte alla città di oggi, in continuità con quanto previsto dai pgt elaborati dalle amministrazioni Faglia e Scanagatti – ha dichiarato l’assessore – abbiamo ridotto di 71 ettari le aree urbanizzabili, abbiamo previsto la depavimentazione di dieci ettari negli ambiti di trasformazione e riservato grande attenzione alle attività produttive».
L’obbligo di vendere o affittare a prezzi convenzionati dal 20 al 40% degli appartamenti costruiti in complessi residenziali di oltre mille metri quadri, secondo la giunta, dovrebbe aiutare chi non ha redditi elevati a trovare casa a Monza. Il pgt, ha replicato Lamperti alle critiche del centrodestra, non ingesserà la città: «Sono già arrivate – ha precisato – dieci richieste di operatori interessati a presentare piani attuativi secondo le nuove regole».
«Abbiamo cercato di tenere in equilibrio le esigenze di tutti – ha spiegato il sindaco Paolo Pilotto – di accompagnare la transizione ecologica alla sostenibilità sociale».
Monza adotta il Pgt, obiettivo approvazione a febbraio: le opposizioni
Nel piano, secondo le opposizioni, ci sarebbe ben poco da salvare: «È un obbrobrio urbanistico – ha commentato lunedì il forzista Massimiliano Longo – le aree dismesse rischieranno di rimanere tali a causa» della riduzione degli indici volumetrici. «La proprietà privata varrà di meno – ha tuonato Marco Monguzzi di Fratelli d’Italia – l’obbligo di destinare all’edilizia convenzionata il 40% delle costruzioni è l’apoteosi del socialismo reale».
Paolo Piffer di Civicamente ha criticato la mancanza di «un processo partecipativo serio» mentre secondo il leghista Simone Villa l’adozione a quattro anni abbondanti dalla vittoria del centrosinistra rappresenta «una débacle politica».
«Abbiamo cercato di portare il nostro contributo con gli emendamenti senza limitarci a dire no a una impostazione che non ci piace – ha detto Martina Sassoli di Noi Moderati – siamo convinti che il pgt abbia bisogno di correttivi importanti: per questo continueremo a lavorare in vista dei prossimi passaggi».