Monza: due ipotesi per l’ascensore all’arengario

Una discreta sotto i portici, che brucerebbe più spazio in sala. La seconda filologica, ripristinando l'antica passerella. Quale preferite?
I progetti per l'ascensore all'arengario
I progetti per l’ascensore all’arengario

Sotto il porticato o accanto al déhors del bar Moderno: sono i due punti in cui, secondo gli architetti dello studio Stefano Boeri Architetti, potrebbe essere installato l’ascensore che consentirà di raggiungere il primo piano dell’Arengario di Monza. Le due ipotesi di lavoro sono state presentate martedì 16 in un incontro ai Musei civici che ha richiamato un pubblico tutt’altro che folto.

Ascensore all’arengario: la prima ipotesi

I progetti per l'ascensore all'arengario
I progetti per l’ascensore all’arengario

Le «piste» sono quelle rimaste sul tavolo al termine di un confronto tra i professionisti con l’amministrazione Pilotto, la Sovrintendenza e i vigili del fuoco durato un anno e mezzo: secondo la prima traccia l’ascensore di piccole dimensioni, pensato per ospitare un paio di persone di cui una in carrozzina, verrebbe collocato nella campata adiacente la scala elicoidale interna, costruita nel 1902.

L’intervento, più complesso dal punto di vista tecnico in quanto sarebbe necessario bucare la soletta superiore dell’edificio, porterebbe i visitatori nel foyer che diventerebbe lo «spazio calmo» in cui il pubblico troverebbe riparo in caso di incendio per poi scendere tramite la scala: la reception, quindi, verrebbe spostata nel salone mangiando un po’ della superficie utilizzabile per le esposizioni o per le conferenze che attualmente potrebbe accogliere 99 persone.

Ascensore all’arengario: la seconda ipotesi

I progetti per l'ascensore all'arengario
I progetti per l’ascensore all’arengario

La seconda ipotesi richiamerebbe l’antico assetto dell’Arengario quando, dopo la demolizione dell’originario scalone in pietra posto sul lato est, si raggiungeva il primo piano percorrendo una passerella sospesa collegata al vicino palazzo del Pretorio. L’ascensore all’angolo di via Vittorio Emanuele sbucherebbe sul nuovo camminamento aereo, che evocherebbe quello eliminato insieme agli edifici storici, e costituirebbe anche la via di fuga in caso di emergenza: l’ascensore funzionerebbe solo negli orari di apertura della sala e verrebbe protetto da dispositivi che dovrebbero scoraggiare eventuali vandalismi. Per la realizzazione dei parapetti della passerella i progettisti punterebbero su materiali trasparenti mentre per l’ascensore sotto il porticato la scelta potrebbe virare anche sull’acciaio corten o la pietra. Entrambe le soluzioni prevedono, in ogni caso, la rimozione della scala esterna in metallo, non più a norma, collocata nel 1965.

Ascensore all’arengario: il possibile sondaggio

«Misurarsi con un edificio storico è un’esperienza straordinaria – ha affermato Stefano Boeril’Arengario è un oggetto solitario perché è centrale: è uno dei cuori di Monza e del suo territorio». Gli architetti dello studio hanno lavorato non solo per renderlo accessibile a tutti, ma anche per salvaguardare la permeabilità del porticato, che dal Medioevo è uno degli spazi pubblici più animati della città: tutte e due le piste, hanno detto, presentano «vantaggi e svantaggi» che dovranno essere valutati dall’amministrazione.

«L’Arengario è uno dei simboli identitari della città – ha commentato l’assessore ai Lavori pubblici Marco Lamperti – ci siamo mossi con un approccio molto umile e prudente non solo per renderlo fruibile a tutti, ma anche per ricalibrare gli interni senza toccare la parte storica». «Oggi apriamo una fase di dialogo con i monzesi – ha dichiarato il sindaco Paolo Pilottoche potrebbe durare un mese e mezzo» e potrebbe concludersi con una sorta di sondaggio online. Una volta individuata la soluzione più gradita partirà la progettazione vera e propria: «L’obiettivo – ha detto il primo cittadino tra gli applausi – non è tagliare il nastro nella prima metà del 2027 (quando scadrà il suo mandato ndr) ma fare un buon lavoro».

Le due ipotesi potrebbero suscitare un dibattito acceso tra i monzesi: già martedì sera entrambe hanno trovato più di un sostenitore tra il pubblico e anche in giunta le preferenze non vanno in una identica direzione.