Monza: come cambia l’ospedale Vecchio con il comando dell’Arma

Dopo l'intuizione di Stato e Demanio per risolvere lo stallo, ecco come sarà divisa l'area costruita alla fine dell'Ottocento.
L'area dell'ospedale Vecchio di Monza e la sua suddivisione
L’area dell’ospedale Vecchio di Monza e la sua suddivisione Elaborazione del Cittadino su immagine Google maps

Da luogo di cura a quartier generale dei carabinieri: nelle ultime settimane ha compiuto un balzo in avanti l’iter per la riqualificazione dell’ospedale Vecchio di Monza. Come annunciato di recente dal presidente dell’Irccs San Gerardo Claudio Cogliati è stato superato lo stallo burocratico che per un paio di anni ha impedito alla Fondazione di trasferire una parte del comparto al Demanio, pronto a progettare il comando provinciale dell’Arma.

Monza: l’ospedale Vecchio e l’intuizione di Stato e Demanio

«Il Parlamento non dovrà approvare uno specifico atto – spiega il sindaco Paolo Pilottotra dicembre e gennaio le direttrici della Ragioneria generale dello Stato e del Demanio hanno trovato la soluzione fornendo una corretta interpretazione» alla norma che finora non ha permesso alla Fondazione di cedere la proprietà del terreno: il San Gerardo, quindi, consegnerà l’area in diritto di superficie per 99 anni al Demanio che progetterà il complesso e avvierà i cantieri con i fondi del decreto interministeriale “Casa del carabiniere”. «In questi anni – afferma Pilotto – il Demanio, la Regione, il Comune, l’Ats e il San Gerardo hanno continuato a collaborare».

Monza: come viene diviso l’ospedale Vecchio

Screenshot
Screenshot

Nella nuova mappa del Vecchio, semi abbandonato da una ventina di anni, il comando provinciale e di compagnia dei carabinieri occuperà la parte a destra dell’ingresso principale, affacciato su via Solferino, mentre le porzioni dal lato opposto manterranno la destinazione sanitaria: alla sinistra del cortile di accesso potrebbe insediarsi l’Ats, ora in viale Elvezia. Alle spalle di quel blocco, sul sedime occupato fino a pochi mesi dal padiglione Fossati, proseguono i lavori per la costruzione della casa e dell’ospedale di comunità. La cortina di edifici che corre da via Magenta al canale Villoresi e comprende la chiesetta tutelata dalla Sovrintendenza spetterà, invece, al Comune che dovrà individuare la loro destinazione.

Monza: l’ospedale Vecchio e le aree verdi tutelate

Nel processo di trasformazione, precisa Pilotto, saranno preservate le due aree verdi a nord e a sud del confine sinistro del comparto: «Abbiamo proposto alla Fondazione di permutare le Ortaglie, su cui conserva il diritto di costruire circa 12.000 metri cubi con una parte della ex Tpm, spazio di pregio in quanto vicino alle stazioni della metropolitana». Lo scambio consentirà di salvaguardare un importante polmone verde, chiuso al pubblico perché non curato da anni, che in futuro potrebbe aprire i cancelli. «La riqualificazione del Vecchio è inserita in un disegno complessivo: quella parte di Monza a ridosso del centro è ricca di servizi pubblici che aumenteranno nei prossimi anni».