La Polizia locale di Monza, Nucleo Radiomobile, ha chiuso un market etnico in città per “mancato rispetto delle norme igienico‑sanitarie“, con particolare riferimento alla manipolazione di prodotti ittici freschi in ambienti non idonei – e “difformità edilizie“ in quanto sarebbe stato realizzato senza autorizzazione un vano destinato alla lavorazione degli alimenti. Tutto è partito da un controllo stradale, venerdì 16 gennaio attorno a mezzogiorno, quando la pattuglia è intervenuta per verificare un veicolo in sosta con persone intente a scaricare merce davanti al market, creando intralcio alla circolazione.
Chiuso market etnico a Monza: tutto è partito dal controllo di un mezzo in divieto di sosta
Durante gli accertamenti gli agenti hanno constatato che il mezzo risultava sottoposto a fermo amministrativo: sono quindi scattate ulteriori verifiche. Non solo: la natura e la tipologia della merce trasportata hanno insospettito gli agenti tanto da procedere con un controllo nell’esercizio commerciale destinatario. Nel market gli agenti hanno rilevato presunte “irregolarità di natura igienico‑sanitaria ed edilizia”. In particolare, è emerso che nel locale sarebbe stato tagliato pesce fresco “senza i requisiti igienici previsti dalla normativa vigente, con potenziali rischi per la salute dei consumatori”.
Chiuso market etnico a Monza: intervenuto anche personale Ats
Sul fronte edilizio è invece emersa la presenza “di un vano abusivamente ricavato e adibito alla lavorazione degli alimenti, in totale difformità rispetto alle autorizzazioni e alle prescrizioni strutturali richieste per attività di questo tipo”. A supporto della pattuglia sono giunti gli agenti del Nucleo Tutela del Consumatore e del Nucleo Polizia Edilizia per la messa in sicurezza dell’area e alla verifica puntuale delle condizioni dell’esercizio. Chiesto inoltre l’intervento dell’ATS, “competente per la valutazione tecnica delle condizioni igienico‑sanitarie”. Al termine delle verifiche, l’esercizio commerciale è stato chiuso, “provvedimento necessario e proporzionato – dicono dal Comando di via Marsala – per tutelare la salute pubblica e a ripristinare il rispetto delle regole che disciplinano la vendita e la manipolazione di alimenti”.