Monza: altra manovra quadra-bilancio dopo la nuova impennata delle spese, le critiche dell’opposizione

Massiccia e contestata variazione ai conti di piazza Trento nell'ultima seduta del consiglio comunale: l'origine è una nuova impennata delle spese correnti.
Sostegno e accompagnamento
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Inflazione e aumento delle bollette energetiche, secondo il vicesindaco Egidio Longoni, potrebbero rientrare a buon titolo tra le dieci piaghe d’Egitto che, come i flagelli biblici, affliggono i bilanci dei comuni.

Monza: altra manovra quadra-bilancio dopo la nuova impennata di 800mila euro delle spese

L’incremento delle spese correnti rilevato in piazza Trento e Trieste negli ultimi mesi, con una ulteriore impennata di circa 800mila euro delle risorse assorbite dai servizi sociali, è stato anestetizzato dalla giunta con l’applicazione di 1.162.019 euro dell’avanzo libero: la scelta è stata criticata dal centrodestra lunedì 12 ottobre in consiglio comunale durante il dibattito sulla manovra con cui la maggioranza ha garantito l’equilibrio del documento contabile.

L’amministrazione ha, tra l’altro, rimpolpato con 660.000 euro i fondi destinati al global del verde di cui 380.000 riservati al taglio delle erbacce cresciute sui marciapiedi. Nelle casse sono entrati 5.000.000 in più del previsto dagli oneri di urbanizzazione ma dagli incassi delle multe arretrate mancano all’appello 2.130.000 euro rispetto alle cifre stimate così come 1.629.000 euro dal recupero dell’Imu in quanto un operatore ha presentato un ricorso contro le richieste di pagamento che dovrà essere esaminato dalla Cassazione.

Monza: altra manovra quadra-bilancio dopo la nuova impennata dei costi, i commenti

«È insostenibile il modo in cui l’amministrazione fa tornare i conti, utilizzando l’avanzo libero per coprire spese correnti ripetitive – ha attaccato durante la seduta consiliare il leghista Federico Arena – dei 10.700.000 euro disponibili ne ha già impiegati 8.400.000: in questo modo non si risolvono i nodi strutturali e si imbocca un sentiero che può portare al dissesto».

«Il bilancio presenta uno squilibrio di oltre un milione non causato da criticità occasionali – ha incalzato Andrea Arbizzoni di Fratelli d’Italia – si naviga a vista con il previsionale che non è un documento strategico, ma una bozza da correggere continuamente: occorre una seria programmazione a lungo termine. La giunta sta raschiando il fondo del barile per coprire spese ripetitive usando l’avanzo come un bancomat, ma i nodi di una stagione un po’ allegra verranno al pettine». E la variazione di novembre, ha pronosticato il forzista Pier Franco Maffè, sarà ancora più impattante.

«Questo è un bilancio che guarda al futuro – ha affermato il capogruppo democratico Angelo Imperatori – abbiamo investito circa 70 milioni di euro in opere a fronte di una media di 20» degli anni passati. «L’inflazione e le spese per il riscaldamento non sono programmabili – ha replicato il vicesindaco Longoni – anche l’amministrazione Allevi ha applicato l’avanzo libero alle spese ricorrenti. Il fabbisogno per i servizi sociali aumenta continuamente e a novembre stanzieremo altri 1.700.000 euro: non possiamo lasciare i minori, gli anziani e disabili per strada né possiamo ammazzare i cittadini con tributi e tasse». «È triste sentire il vicesindaco giustificare le sue scelte dicendo che le ha fatte anche il centrodestra» ha commentato Paolo Piffer di Civicamente.

L’assestamento ha incassato 18 voti a favore e 9 contrari.