«Portare in una scuola una mia installazione ha un grande valore: parlare con i ragazzi è un modo per mettere le radici alla memoria». Gianni Moretti, artista visivo – più volte presentato dalla galleria Montrasio di Monza – ha commentato così la sua installazione “Anna- monumento all’attenzione” realizzata nel cortile del collegio San Giuseppe Villoresi in occasione del giorno della memoria.
Monza: al collegio Villoresi il mandala della memoria con l’opera di Moretti, 800 cardi di “Anna – monumento all’attenzione”
Un imponente mandala realizzato con circa 800 “cardi” dei chiodi artistici in alluminio e acciaio con una capocchia dorata, con l’aiuto anche degli stessi alunni del liceo. Arte, memoria e riflessione che dall’installazione riportano anche alla mostra fotografica realizzata dagli studenti della seconda del percorso Steam in collaborazione con Massimo Giovanardi, titolare dell’omonima azienda. I ragazzi hanno creato installazioni, come un intreccio di fili a simboleggiare una doppia elica tra le famiglie e la persona deportata, una riflessione sui giochi negati ai bambini in tempo di guerra e, infine una rappresentazione in ricordo di alcuni monzesi deportati.
«È un onore avere nella nostra scuola un’installazione così unica e significativa – commenta Laura Andreoni, coordinatrice delle superiori al collegio – in occasione proprio del giorno della memoria. I nostri ragazzi, non solo hanno aiutato l’artista nella posa del mandala ma, proprio i giovanissimi del nuovo percorso Steam, sono stati coinvolti ad approfondire alcuni spunti anche personali, una nostra alunna ha raccontato la storia della nonna, cresciuta in Congo, vittima di violenza, altri hanno cercato e poi rappresentato con una performance alcune storie di monzesi deportati. Ognuno di loro si è impegnato».
Monza: al collegio Villoresi il mandala della memoria con l’opera di Moretti, il progetto nato nel 2018
Il progetto dell’artista Gianni Moretti è nato nel 2018, quando è stato inaugurato il monumento dedicato ad Anna Pardini, la più giovane vittima dell’eccidio di Sant’Anna, allora l’artista piantò il primo cardo, un chiodo che richiama le forme del fiore.
«Il monumento dedicato ad Anna è unico perché in continuo divenire – spiega l’artista – perché ogni persona può aggiungere il suo cardo lungo la mulattiera ma, l’unica richiesta che faccio a tutti è di posizionarlo con il corpo che guarda verso valle, al contrario di come l’hanno percorsa i nazisti. L’unicità di quest’installazione è che, ognuno, guardandola può cogliere un proprio e personale significato. Anche qui ho detto ai ragazzi e alle persone che possono prendere un pezzo ma devono poi andare a piantarlo a Sant’Anna. È stato bello lavorare con i ragazzi, anche se un solo pomeriggio, li ho trovati intelligenti, seri e preparati, non così poco consapevoli di quel che accade intorno a loro. Fare questi interventi proprio nei luoghi di formazioni è molto importante perché sono le nuove generazioni che dovranno custodire la memoria e raccontarla ai posteri».