Il ricordo dei quattro militari morti il 28 ottobre in Bosnia nello schianto dell’elicottero su cui viaggiavano e la preoccupazione per le guerre che dilaniano tante parti del mondo hanno fatto da filo conduttore della Festa delle Forze Armate e dell’Unità nazionale celebrata mercoledì 4 novembre a Monza.

Monza, 4 novembre: i militari in missione di pace
Le quattro vittime, come le migliaia di militari che partecipano alle missioni di pace, hanno affermato i rappresentanti delle istituzioni nei discorsi pronunciati sul monumento ai Caduti di piazza Trento e Trieste, sono la testimonianza del ruolo a difesa della pace rivestito dalle nostre forze armate che, ha detto il prefetto Enrico Roccatagliata, sono un elemento di neutralità rispetto alle formazioni politiche e un presidio a difesa delle libertà fondamentali e della democrazia.
Il 4 Novembre, ha commentato il presidente del consiglio regionale Federico Romani, non è solo «un presidio di memoria, è presente e anche futuro e un’occasione per riscoprire le radici della nostra identità nazionale e riflettere sui valori che vogliamo trasmettere alle giovani generazioni».


«Nel capoluogo della Brianza che porta con orgoglio il titolo di città della pace il ricordo della giornata vissuta 108 anni fa, alla fine della Prima guerra mondiale, parla al presente che, come in Ucraina, mostra ancora il volto della guerra» ha dichiarato il presidente della Provincia Luca Santambrogio condannando ogni conflitto e chiunque lo combatta.
Oggi corriamo il rischio di accorgerci delle guerre solo quando toccano i nostri interessi, ha proseguito, mentre «il dolore delle morti sotto le bombe è reale anche quando non fa notizia». «Ognuno di noi – ha esortato – può essere costruttore di pace nel proprio ruolo, nella propria comunità, al lavoro, a scuola e sui social». È quello che fanno i militari impegnati nelle missioni internazionali e quelli che proteggono i nostri dati dagli attacchi informatici.
Monza, 4 novembre: le parole del Presidente Pertini
Il sindaco Paolo Pilotto ha puntato l’attenzione «sulla connotazione umanitaria» delle forze armate e ha citato il presidente della Repubblica Sandro Pertini che il 4 novembre 1983 a Beirut le ha definite «baluardo fedele e saldissimo» delle istituzioni democratiche. Le sue parole, ha ammonito, dovrebbero consigliarci «di evitare l’errore di citare a metà o per un terzo gli articoli della Costituzione piegandola a ciò che ci sembra più opportuno».
L’assunzione della «responsabilità di essere cittadini del nostro tempo attraverso il confronto leale anche nei momenti di maggiore difficoltà – ha suggerito – potrebbe costituire il senso» della celebrazione delle feste civili che potremmo dedicare ai bambini e ai giovani non lasciandoli soli nel loro percorso di crescita.


Monza, 4 novembre: la cerimonia in città, in centro nessun tricolore dalle finestre
Alla cerimonia, preceduta dalla deposizione delle corone al campo dei Caduti di tutte le guerre, hanno partecipato la Sarabanda e gli alunni dell’istituto comprensivo Confalonieri. Di tricolori alle finestre delle abitazioni affacciate sulla piazza non se ne sono visti mentre è spuntata una bandiera della Palestina sul palazzo dell’Upim.