Ventisei nuovi appartamenti al posto dell’ex centro fitness Mamete di via Aspromonte. È il contenuto del Piano attuativo adottato dalla Giunta comunale di Monza lo scorso 7 luglio e ora finito nel mirino del Coordinamento di comitati e associazioni cittadine. L’intervento prevede la demolizione degli immobili oggi dismessi e la realizzazione di un nuovo edificio residenziale di cinque piani, per circa 8.100 metri cubi complessivi. Una parte degli alloggi sarebbe destinata all’edilizia convenzionata.
Il Piano attuativo «Via Aspromonte, 8» è stato adottato con una deliberazione di Giunta. Le eventuali osservazioni possono essere presentate al Protocollo generale del Comune fino al 21 agosto.
La contestazione dei comitati
Il progetto ha però aperto un confronto sul futuro dell’area e sul suo impatto sul quartiere. Le perplessità sollevate dal Coordinamento riguardano principalmente tre aspetti: la nuova destinazione residenziale dell’area, le conseguenze sulla viabilità e la collocazione delle aree a standard.
Secondo i comitati, gli immobili dell’ex Mamete avrebbero potuto essere recuperati mantenendo destinazioni produttive, terziarie o commerciali previste dagli strumenti urbanistici. La trasformazione in residenziale, invece, viene considerata un intervento capace di generare un ulteriore carico sul quartiere.
Si tratta, naturalmente, della posizione espressa dal Coordinamento nell’ambito delle osservazioni al Piano.
Il nodo della viabilità
Uno dei temi principali è quello del traffico. Via Aspromonte si trova in un’area compresa tra via Marsala, largo Mazzini, via Buonarroti e via Mentana, dove secondo i comitati esistono già criticità nelle ore di maggiore afflusso.
Nel mirino finisce in particolare lo studio di impatto viabilistico collegato al progetto. Secondo quanto riportato dal Coordinamento, le rilevazioni utilizzate per analizzare la situazione del traffico risalgono al novembre e dicembre del 2019.
I comitati chiedono quindi che vengano effettuati nuovi rilievi, aggiornati alla situazione attuale, e che nell’analisi vengano considerati anche gli altri interventi urbanistici previsti nel quadrante. Tra questi viene indicato il progetto relativo all’ex carcere di via Mentana.
L’obiettivo, secondo il Coordinamento, è capire quale possa essere l’effetto cumulativo dei diversi interventi sulla mobilità della zona.
Gli oltre 2mila metri quadrati di standard
L’altro punto particolarmente contestato riguarda gli standard urbanistici. Per il Piano di via Aspromonte, secondo la documentazione esaminata dai comitati, sono previsti circa 2.072 metri quadrati di aree a standard. Il problema, per il Coordinamento, è la loro collocazione. Le superfici non verrebbero infatti reperite nelle immediate vicinanze dell’intervento, ma in via Gadda, a circa 2,5 chilometri di distanza.
Una scelta che i comitati chiedono di rivedere, sostenendo che gli spazi destinati a verde e servizi dovrebbero essere individuati il più possibile vicino alla nuova edificazione, a beneficio del quartiere direttamente interessato dalla trasformazione. Il Coordinamento solleva inoltre dubbi sulla classificazione urbanistica dell’area di via Gadda e sul suo valore rispetto alle superfici che dovrebbero essere garantite dal Piano.
La richiesta di rivedere l’iter
Le contestazioni non riguardano dunque soltanto il progetto edilizio, ma anche il procedimento seguito per arrivare all’adozione del Piano. I comitati chiedono al Comune di verificare la correttezza dell’inserimento delle aree di via Gadda all’interno dello stesso Piano attuativo di via Aspromonte, considerata la diversa destinazione urbanistica delle aree.
Da qui la richiesta alla Giunta di procedere alla revoca in autotutela della delibera di adozione. Secondo il Coordinamento, qualora fossero riconosciuti i presupposti indicati nelle osservazioni, l’intervento dovrebbe essere ricondotto alla procedura prevista per un Piano attuativo in variante al PGT, con i relativi passaggi.
Non si tratta, al momento, di un accertamento di irregolarità da parte dell’amministrazione, ma di una contestazione formulata dai comitati che dovrà essere valutata nel prosieguo dell’iter.