Medico di base ed ex sindaco di Albiate: Viganò va in pensione

Per 40 anni medico di base e anche primo cittadino per 10 anni, dal 6 giugno il dottore andrà in pensione
Il dottor Filippo Viganò

Per 40 anni è stato medico di medicina generale: il dottor Filippo Viganò cessa la sua attività lavorativa il 6 giugno. Cittadinomb l’ha intervistato. Nel frattempo ha esposto un cartello all’esterno dell’ambulatorio medico per salutare i pazienti proprio in vista del pensionamento

Dottor Viganò, per quanti anni ha esercitato la sua professione ad Albiate?
«Sono arrivato ad Albiate nel 1982 in successione del dottor Amedeo Valvo che tanto bene e intensamente aveva operato per la comunità e che ricordo con affetto come ricordo con stima il dottor Giuseppe Cambareri, sua moglie, dottoressa Maria Pia De Pol, il caro dottor Santisi, la dottoressa Cherubina Ferrario. Sono 40 anni in gran parte trascorsi in collaborazione e sintonia con il dottor Mario Meregalli, la dottoressa Claudia Baldeschi, il dottor Riccardo Cazzaniga, che ringrazio di cuore per il lungo cammino percorso insieme».

Albiate, il doc Viganò in pensione, i ricordi più belli

Quali ricordi le piace sottolineare, in particolare?
«Ho citato tante colleghe e colleghi per sottolineare il loro impegno per la comunità e la sua salute in un tempo nel quale il rapporto paziente -medico era fondato su valori molto meno utilitaristici e rivolti al riconoscimento delle rispettive peculiarità e dei propri rispettivi ruoli. Abbiamo accompagnato e sostenuto i nostri assistiti, le loro famiglie curandone le sofferenze e condividendo le storie di tutte quelle persone che ci hanno accolto nelle loro case come medici, ma anche amici. Accanto alla cura, ho sempre privilegiato la prevenzione e, prima ancora che diventasse un progetto nazionale, in modo molto spontaneo con il collega Meregalli negli anni Ottanta, ci inventammo la campagna di prevenzione del tumore del colon con il fattivo contributo dell’Avis: distribuzione a tutti i cittadini del kit diagnostico, trasporto all’istituto dei Tumori di Milano, ritiro dei risultati, riuscendo a salvare alcune persone dalla progressione neoplastica. Nel 2006 con il progetto “Albiate in forma” fummo premiati ad Instambul dall’Oms Europa, con encomio del nostro Ministero della Salute, nella Conferenza europea di contrasto all’obesità come uno dei migliori progetti di prevenzione per la comunità europea; tutt’ora il progetto è pubblicato sul sito del Ministero della Salute».

Il doc Viganò in pensione ad Albiate, anche in politica

Il rapporto con Albiate è andato oltre la professione, lei è stato anche sindaco del paese.
«Per 25 anni ho partecipato alla vita amministrativa di questo paese, per 10 sono stato sindaco. Insieme al gruppo che mi sosteneva si costruirono opere volte a migliorare il benessere dei cittadini, soprattutto dei più piccoli: palestra scolastica, nuovo e più ampio refettorio, nuova biblioteca, ascensori e abbattimento delle barriere architettoniche nelle scuole, pista di atletica, parchi gioco. Abbiamo assunto la prima assistente sociale (non c’era,) creato il servizio pasti a domicilio per le persone sole e in difficoltà , abbiamo fatto nascere insieme a don Bruno Molinari e con il sindaco Longoni l’associazione volontari di Albiate e l’associazione Argento Vivo e costituita l’associazione Amici di San Fermo…E tanto altro. In sintesi, abbiamo voluto bene a tutti i cittadini e riteniamo di aver dato loro migliori condizioni di vita
».

La medicina di base come noto è in difficoltà per la carenza di medici. Cosa aspettarsi per il futuro della sanità territoriale?
«Le profonde modifiche del sistema sanitario in atto, accentuate anche dalla pandemia, vedono tanti giovani colleghi preparati affacciarsi alla professione/missione con nuovi stimoli, nuove energie e nuove competenze. Occorre un rinnovato patto collaborativo tra istituzioni, pazienti e professionisti della sanità che metta la salute al centro di tutte le politiche, renda più consapevoli i cittadini della necessità dell’appropriatezza degli accertamenti diagnostici e delle cure e del valore della prevenzione al di fuori di condizionamenti che spingono a interpretare la salute come una fonte di guadagno per pochi. Auguro ai giovani professionisti e a tutti i loro cari assistiti di collaborare per il rispetto reciproco con il fine di promuovere insieme il benessere per tutta la comunità»